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Recensione Subatomic

Un gioco da tavolo scientifico in cui bisogna creare degli atomi

Genius Games è una casa produttrice di giochi da tavolo specializzata nelle tematiche scientifiche. Il primo gioco che ho recensito è stato Cytosis, a Cell Biology Game, un gioco da tavolo di piazzamento lavoratori ambientato dentro ad una cellula.
Oggi vediamo un’altra proposta di Genius Games, completamente differente per tipologia di gioco, stile e anche materia scientifica trattata.
Con Subatomic: An Atom Building Game, passiamo dalla biologia di Cytosis alla fisica, addentrandoci nel complesso e invisibile mondo degli atomi.
Subatomic è un gioco di carte di deck-building in cui i giocatori competono per creare degli elementi della tavola periodica.
La costruzione però non parte da protoni, neutroni ed elettroni. Qui siamo già a un livello di costruzione successivo e sono le particelle subatomiche che usiamo per la costruzione dell’atomo. Queste 3 particelle devono essere a loro volta costruite, e per questo servono i quark e i fotoni.
Vi sembra complicato? Effettivamente per chi non ha almeno una minima conoscenza della fisica possono apparire come argomenti complicatissimi (e lo sono). Le meccaniche di gioco però sono semplici e non è strettamente necessario conoscere la materia per giocare a questo gioco in scatola.
Inoltre, in aggiunta al regolamento, in Subatomic: An Atom Building Game, trovate anche un piccolo compendio che approfondisce gli argomenti trattati nel gioco. Purtroppo è in inglese, come tutto il gioco del resto, però è un’aggiunta interessante e che ho apprezzato.

Che gioco è e come si presenta

Subatomic: An Atom Building Game è un gioco di carte da 2 a 4 giocatori in cui lo scopo del gioco è costruire atomi. Le meccaniche sono da deck-building, quindi ho un mazzo iniziale e devo potenzialo con il procedere del gioco per poter primeggiare sugli avversari.
Gli atomi da costruire non sono gli elementi di tutta la tavola periodica, ma se ne possono costruire solo 4. Si tratta di Elio, Litio, Berillio e Boro, corrispondenti agli elementi con numero atomico 2, 3, 4 e 5. Quindi in Subatomic possiamo realizzare i primi elementi della tavola periodica, escluso però il primo (Idrogeno).
Questa scelta è dovuta alla necessità di creare un gioco non troppo lungo e complesso, e anche bilanciare al meglio il rapporto tra costo di un elemento e punti che dà a fine partita.

Lo stile dato al gioco è molto curioso, quasi infantile se ci si sofferma sulle carte protoni, neutroni ed elettroni realizzate come se fossero delle emoji. Questo non indica che il gioco è pensato i bambini, però da 10 anni in su si può pensare di provare a fargli fare qualche partita. Anche se la vera discriminante è sempre relativa a quanta dimestichezza hanno con i giochi da tavolo di una cerca complessità. Se hanno giocato solo a Monopoly e compagnia è meglio cercare qualcosa di meno elaborato.
Le carte sono di varie tipologie. Ci sono le carte per il mazzo del giocatore che forniscono le particelle per costruire gli elementi; le carte degli elementi e anche delle carte speciali dedicate ad alcuni fisici famosi. Personaggi del calibro di Albert Einstein, Marie Curie o Niels Bohr permettono di svolgere delle azioni aggiuntive rispetto a quelle delle meccaniche di base del gioco.

Alle carte si aggiungono:
Plance dei giocatori, dove avviene la costruzione dell’atomo. Una soluzione stilisticamente geniale in cui possiamo tenere traccia di quanti protoni, neutroni ed elettroni abbiamo impiegato.
Plancia di gioco, dove ci sono gli elementi disponibili da realizzare e una scala con i punteggi per gli Obiettivi finali.
Segnalini vari: Segnalini a cupola in vetro per le particelle, cubetti di legno colorato per la scala degli obiettivi, segnalini energia, segnalini Annichilazione e segnalini energia.

Come si gioca a Subatomic: An Atom Building Game

A inizio partita si prende la plancia di gioco, si colloca il mazzo di carte elementi e se ne girano 3 sugli spazi liberi. Questi sono i primi elementi che si possono realizzare. Nella parte superiore si mettono le carte di 4 scienziati pescati a caso tra i 7 disponibili, gli altri si tolgono dal gioco. Sulla scala degli obiettivi si collocano i segnalini bonus di forma quadrata, anche questi pescati a caso. Per completare la plancia manca solo il segnalino (cubetto nero) sulla scala Annichilazione.
Sotto alla plancia invece vanno formate due file di carte con la stessa disposizione delle Carte elemento, quindi il mazzo a sinistra e 3 carte girate sotto i 3 spazi liberi. La prima fila è delle Particelle subatomiche singole, quella sottostante delle Particelle subatomiche multiple (nel gioco chiamate Larger).
Passiamo ora alla dotazione dei giocatori. Ognuno riceve 10 cubetti di legno di un colore, una plancia giocatore e i 3 segnalini in vetro per la costruzione dell’atomo.
Il mazzo iniziale di ogni giocatore è composto da 4 carte Up quark, 4 Down quark e 3 fotoni. Dopo aver mischiato il mazzo si pescano 5 carte che formano la mano iniziale.

Nel suo turno ogni giocatore deve usare al meglio le sue carte. Può usarne quante ne vuole ma può svolgere solo una della 4 azioni principali del gioco. Le carte utilizzate finiscono nella pila degli scarti e a fine turno il giocatore pesca nuove carte per avere sempre una mano di 5. Quando il mazzo di pesca finisce si mischia il mazzo degli scarti che diventa il nuovo il mazzo di pesca.
L’obiettivo iniziale dei turni è quello di prendere dal tavolo carte più potenti, le quali finiscono nel mazzo degli scarti insieme alle carte utilizzate per prenderle. Così ogni volta che si rinnova il mazzo di pesca si hanno più carte e soprattutto nuove tipologie.
Le carte iniziali (Up quark, Down quark e fotoni) servono per pagare il costo delle carte particelle singole (protoni, neutroni ed elettroni). Le carte particelle singole permettono di pagare il costo delle carte di particelle multiple.
La costruzione di un atomo avviene su più turni e per farlo occorrono protoni, neutroni ed elettroni. Non importa se si usano carte singole e multiple. Quindi la loro differenza sta solo nel numero di carte, e quindi di turni, che si impiega per pagare il costo di ogni elemento.

Le 4 azioni principali del gioco sono:

  • Costruire l’atomo: si scartano protoni, neutroni ed elettroni e si muovono i segnalini a cupola trasparente sul segnapunti della plancia.
  • Reclamare una carta Elemento: quando sulla plancia abbiamo raccolto sufficienti protoni, neutroni ed elettroni possiamo pagare il costo dell’elemento scelto dalla plancia.
  • Acquistare una carta: si scartano le carte necessarie per prendere una nuova carta particella dal tavolo o si paga il costo energetico per una carta scienziato (dà un potere bonus da utilizzare quando indicato o quando si preferisce).
  • Prendere energia: scarto dalla mano X carte a faccia in giù e guadagno X segnalini energia.

A queste azioni si aggiungono gli Scambi energetici:

  • Pago 1 energia e cambio le carte da 1 delle file sul tavolo
  • Pago 2 energia e pesco 1 carta aggiuntiva
  • Pago X energia per fare l’Annichilazione*

*L’annichilazione costa quanto indicato dal segnalino sulla plancia. Il costo è variabile ma l’effetto è sempre lo stesso. Prendo 2 carte della mia mano e le elimino dal gioco. Questo è utile con il proseguo del gioco, quando ho nuove carte più potenti e voglio snellire il mazzo eliminando le carte iniziali o le tipologie che ho in eccesso.

I punti e la durata della partita dipendono dalla costruzione degli elementi. Quando un giocatore reclama 1 carta Elemento la prende e la mette di fronte alla sua plancia. A questo punto prende due cubetti colorati e li può collocare sulla scala degli obiettivi di fine partita. Gli spazi sono 5, 1 libero e 4 associati agli elementi chimici del gioco. A fine partita ogni spazio assegna dei punti, e vengono dati secondo una logica di controllo territorio. Chi ha più cubetti prende il numero di punti maggiore, il secondo giocatore il punteggio minore, gli altri nulla.
Il posizionamento dei 2 cubetti è quasi del tutto libero, l’unica regola da rispettare è quella di non poter mettere cubetti sullo spazio dell’elemento che si è appena reclamato. Quindi posso sia metterli entrambi nello stesso spazio, sia dividerli tra due posizioni.
A inizio partita ogni spazio ha anche un Segnalino bonus che viene raccolto dal primo giocatore che colloca un cubetto. Se il giocatore mette i cubetti in 2 spazi differenti – entrambi con il segnalino bonus – deve scegliere quale prendere tra i 2.
La partita termina quando un giocatore colloca tutti i cubetti sulla plancia. Visto che ogni giocatore ha 10 cubetti e se ne collocano 2 per ogni elemento, la partita termina quando 1 giocatore reclama il suo quinto elemento.
Si procede ancora per finire il giro (se non era già l’ultimo giocatore), poi si possono contare i punti.
I punti si fanno in 2 modi, con le carte elemento e con gli obiettivi della scala sulla plancia. Chi ha fatto più punti vince.

Considerazioni e giudizio finale

Se per Cytosis i ricordi scolastici erano ancora ben consolidati, con Subatomic ho dovuto rifare un piccolo ripasso dei temi trattati.
Anche questo però fa parte della bellezza dei giochi di Genius Games. Perché se ci soffermiamo sulle meccaniche non troviamo cose astruse o particolarmente elaborate. Cytosis è un gioco di piazzamento lavoratori ambientato dentro ad una cellula; Subatomics è un gioco di deck building ambientato nel mondo degli atomi e delle particelle subatomiche.
Le ambientazioni di Genius Games però fanno la differenza, perché offrono qualcosa di unico e quasi impossibile da trovare altrove. E in mezzo a tanti giochi che tendono a somigliarsi avere almeno un’ambientazione originale e unica è già un grosso punto a favore.
Un altro pregio di Subatomic: An Atom Building Game è l’accuratezza scientifica del gioco da tavolo. Non è semplice portate le scienze all’interno di un gioco, soprattutto senza semplificare o banalizzare troppo gli argomenti. Quando però il creatore del gioco, John Coveyou, conosce bene la materia, riesce ad adattare bene l’argomento a determinate meccaniche dei giochi da tavolo.
Poi ci sono anche alcune finezze stilistiche che mi sono piaciute parecchio. Una su tutte la costruzione dell’atomo sulla plancia. Davvero una bellissima trovata!
Invece nelle partite che ho fatto di prova non sono riuscito ad utilizzare molto le carte degli scienziati. Questo però credo dipenda dall’esperienza, perché essendo poteri aggiuntivi è difficile capire subito quali scienziati prendere e quando coinvolgerli. Probabilmente facendo più partite si impara meglio ad usarli, sfruttando al massimo i loro poteri.
La durata delle partite è indicata in 40-60 minuti, ma io ho sempre superato l’ora di gioco. Il ritmo è crescente, perché essendo un deck building game più si va avanti più si ha un mazzo potente, di conseguenza gli elementi si realizzano più velocemente. In molti casi però ho faticato un po’ all’inizio, quando il mazzo è piccolo e tutto da costruire e ci si dilunga un po’ in turni con poca “azione”. Nel complesso però Subatomic: An Atom Building Game è un buon gioco, soprattutto se si considera la bravura con cui è stato trattato un argomento per nulla semplice.

Maggiori informazioni su geniusgames.org

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