Recensione Non dire gatto…
Un family game rapido e divertente alla ricerca di un gatto nascosto
I gatti sono animali affettuosi e giocherelloni ma amano anche passare molto tempo nascosti in giro per casa, lontani da ogni disturbo.
Anche se li chiamiamo è difficile che escano dal loro nascondiglio. L’unico modo è girare per casa e cercarli, provando attirarli con qualche giochino.
Non dire gatto… è un gioco da tavolo che ci mette di fronte proprio a questa situazione. Un è gatto nascosto in giro per casa e i giocatori devono competere per riuscire a trovarlo. Quindi preparate i giochini, la caccia è aperta!
Che gioco è e come si presenta
Non dire gatto… è un gioco da tavolo ideato da Sky Huang e pubblicato da Ghenos Games che può essere giocato da 2 a 6 giocatori a partire dagli 8 anni.
L’ambientazione spiegata nell’introduzione serve solo per dare una veste grafica ai materiali. Difatti si tratta di un gioco di carte astratto che non ha delle meccaniche che richiamano ad una ricerca di un micio nascosto in giro per casa. Le illustrazioni di Wanjin Gill e i materiali di gioco però riescono a rendere l’ambientazione molto convincente.
All’interno della piccola scatola troviamo:
– 42 carte Esca
Sono carte divise tra i 6 colori del gioco, ognuno associato ad un giocattolo. Il loro valore può andare da 0 a 6 e nell’angolo in basso a destra hanno una piccola orma con un secondo numero. Questo però serve solo all’inizio del round.
– 6 carte Giocattolo
Sono i 6 giocattoli associati ai colori delle carte Esca.
– 4 carte Stanza
Sono 4 carte che, messe una a fianco all’altra, mostrano una casa e le sue stanze. Le mensole sono un originale segnapunti che serve ai giocatori per mostrare quanti round hanno vinto.
Nella parte bassa invece mostrano un percorso con 35 caselle numerate.
– 12 segnalini Giocatore
Segnalini in legno a forma di sagoma di gatto. Sono di 6 colori differenti in modo che ogni giocatore ne abbia 2. Uno come segnapunti da muovere sulle mensole delle stanze e uno per le caselle numerate.
– 1 segnalino Gatto
Segnalino speciale a forma di gatto bianco che in questo caso ha anche una stampa a colori. È il gatto che dobbiamo cercare e va posizionato su una delle caselle numerate sotto le carte stanza.
– 1 carta Riassuntiva e 1 indicatore di round
Carta che riassume lo svolgimento del gioco che in basso ha anche 7 caselle numerate per tenere traccia dei round svolti. Difatti le partite durano al massimo 7 round.
Come si gioca a Non dire gatto…
Nel setup si posizionano le carte stanza al centro del tavolo, sotto le stanze invece si mettono le 6 carte giocattolo.
Ogni giocatore prende i due segnalini gatto del suo colore e li mette uno all’inizio delle stanze e l’altro all’inizio delle caselle.
Le carte esca vanno mischiate, poi se ne pesca una a caso e si guarda il numero contenuto nell’orma nell’angolo in basso a destra. Il segnalino gatto bianco va messo sulla casella con quel valore.
L’obiettivo del round è ottenere un valore uguale o il più vicino possibile a quello della casella dove si trova il gatto. È importante anche non superarlo, perché se ad esempio noi superiamo la casella del gatto anche di un solo punto (quindi siamo molto vicini), mentre il nostro avversario ottiene un valore inferiore anche di vari punti, il round viene vinto da lui.
Se però tutti i giocatori superano la casella del gatto allora in questo caso vale ancora la regola che vince chi si avvicina di più al micio.
Ora vediamo come si svolgono i turni.
Nel regolamento trovate una tabella che indica quante carte esca distribuire in base al numero di giocatori.
Chi vince i round ottiene anche un malus, difatti per ogni round vinto si riceve una carta in più degli altri giocatori all’inizio dei round successivi.
A turno ogni giocatore deve scartare una carta dalla sua mano e la deve mettere sotto ad uno dei giocattoli. Ogni giocattolo può ricevere solo due carte e quando ogni giocattolo è al completo finisce la fase Esca.
Si passa ora alla fase Coccole che serve per contare quanti punti ha fatto ogni giocatore.
Alla fine della fase Esca i giocatori rimangono sempre con almeno 3 carte in mano. Di queste carte si guarda il colore e ognuna vale la somma delle 2 carte posizionate sotto al giocattolo corrispondente.
Ad esempio, ho in mano una carta rossa, sotto al gioco rosso ci sono due carte che valgono 2 e 4. Quella carta mi fa ottenere 6 punti.
Faccio questo calcolo per ognuna delle carte che ho in mano, sommo i punti ottenuti e muovo il mio segnalino gatto sulle caselle dove c’è il gatto bianco.
Dopo che tutti i giocatori hanno calcolato il loro punteggio si vede chi si è avvicinato di più al gatto e vince il round (è previsto anche il pareggio).
Nella foto vediamo un esempio del punteggio ottenuto da un giocatore che termina il turno con 4 carte.
La carta rossa vale 2 punti (2+0)
La carta viola vale 7 punti (6+1)
Le due carte verdi valgono 5 punti ciascuna (5+0)
Quindi il totale è 19 punti (2+7+5+5).
Finito il round si riprendono tutte le carte esca, si mischiano e si riparte con un nuovo round.
La partita finisce quando un giocatore vince il suo 3° round e arriva nell’ultima stanza della casa oppure quando si conclude il 7° e ultimo round della partita.
Nel primo caso vince chi ha vinto il suo terzo round e ha fatto terminare la partita; nel secondo caso il vincitore è chi ha vinto più round.
Considerazioni finali
Non dire gatto… si presenta come un giochino dalla grafica e dall’ambientazione graziosa. Le regole e lo svolgimento delle partite lo rendono un gioco di carte adatto a tutti, rapido e divertente ma che offre anche un livello di sfida inaspettato.
Difatti lo svolgimento dei turni richiede di giocare con molta strategia e ogni volta che si scarta una carta c’è parecchio da pensare. Bisogna scegliere il valore in punti da scartare e sotto quale giocattolo metterlo, tenendo sempre d’occhio il colore delle carte che pensiamo di tenere in mano alla fine del round. Perché sono quelle che poi ci fanno fare i punti che ci portano sulle tracce del gatto.
È bella anche l’idea di dare una carta in più ai giocatori che vincono i round. Chi è in vantaggio nella partita ha un potenziale svantaggio nei round successivi, così è più facile vedere partite equilibrate senza un vero dominatore.
Tutto questo rende Non dire gatto… un gioco molto più sfaccettato di quello che potrebbe far pensare il suo aspetto. Motivo per cui mi sento di consigliarlo un po’ a tutte le tipologie di giocatori, da chi cerca un gioco facile e divertente da fare in famiglia, ai giocatori più esperti che amano i filler rapidi dove non mancano ragionamento e strategia.
Maggiori informazioni su ghenosgames.com
















