Recensione anello RingConn Gen 2
Un anello smart piccolo, leggero e che monitora molti dati
Negli ultimi anni i dispositivi tecnologici indossabili non sono rivolti più solo agli sportivi. Oggi sono diventati un punto di riferimento importante anche per chi vuole un monitoraggio a 360° della propria salute. Per avere dei dati completi e affidabili però bisogna indossare questi dispositivi 24 ore su 24, per questo le loro dimensioni, il peso e l’ergonomia diventano delle caratteristiche fondamentali.
Il dispositivo ideale deve essere piccolo e non dare fastidio ma al tempo stesso deve avere un design che si adatta bene a ogni situazione. Tutto questo ha portato alla nascita degli smart ring, dei veri e propri concentrati di tecnologia miniaturizzata che includono tutta la sensoristica e le batterie in un oggetto piccolo come un anello.
Con la recensione di oggi testiamo proprio uno di questi dispositivi: l’anello RingConn Gen 2. Un dispositivo molto interessante che ci permette di conoscere una versione evoluta del settore degli smart ring.
Smart ring, un settore in continua evoluzione
Il settore degli smart ring è nato da pochi anni e come sempre i primi dispositivi sono una sorta di anteprima di quello che potremo vedere in futuro.
I primi smart ring erano dispositivi dal grande potenziale, però in alcuni casi erano piuttosto voluminosi, con una sensoristica limitata e anche con una durata della batteria poco soddisfacente. Difetti di gioventù che sono stati risolti col tempo, migliorando la miniaturizzazione delle componenti che ha portato alla nascita di dispositivi più compatti, prestanti e longevi.
L’esempio perfetto del livello che hanno raggiunto questi dispositivi lo vediamo con l’anello RingConn Gen 2. La seconda generazione di questo dispositivo apporta significative migliorie al suo predecessore e offre uno smart ring molto interessante.
Smart ring, la scelta della misura
Se smartwatch e smartband hanno un cinturino regolabile, uno smart ring deve essere della misura perfetta. Questo potrebbe causare dei problemi quando si deve scegliere la misura ma i produttori di questi dispositivi li hanno risolti in un modo semplice e definitivo.
Quando acquistate un anello RingConn ricevete a casa un cofanetto con dentro delle copie in plastica dell’anello in tutte le misure (dalla 6 alla 14). In questo modo potete provarle e potete anche tenerle sulle dita in varie situazioni per essere certi che la misura sia quella ideale. Nella scatola ci sono anche 4 placche con i colori dell’anello. Così potete vederli dal vivo e scegliere meglio quello che preferite.
Uno smart ring va indossato sull’indice, sul medio o sull’anulare, quindi potete fare anche delle prove per vedere su quale dito preferite indossarlo. RingConn però segnala che il dito ideale per indossare uno smart ring è l’indice. Difatti l’indice ha il flusso sanguigno arterioso più forte e questo può migliorare la precisione delle misurazioni.
Dopo aver fatto delle prove per qualche giorno rispedite indietro il cofanetto (senza spese aggiuntive) e comunicate a RingConn quale misura avete scelto.
Se conoscete già la misura che usate per gli anelli potete anche evitare tutta questa procedura. Il consiglio però è di fare lo stesso il test. Almeno potete avere dei cloni in plastica del vero anello, fare delle prove su varie dita ed evitare errori.
L’anello e il contenuto della confezione
Quando ricevete a casa l’anello avete una piccola scatola con dentro il dispositivo, il cofanetto per la ricarica, un cavo USB e il manuale.
Non avendo prese la ricarica è wireless tramite il suo cofanetto dove dovete inserire l’anello. Il cofanetto ha una batteri interna, quindi non serve che sia collegato al cavo, un po’ come accade con le cuffie wireless e la loro custodia di ricarica.
L’anello è molto compatto, è largo 6,8 mm e spesso 2 mm mentre il peso varia tra 2 a 3 grammi in base alla misura. Per fare un paragone con la prima generazione lo spessore era 2,6 mm mentre il peso arriva ai 5 grammi delle misure più grandi. Dati che dimostrano l’ottima evoluzione avuta in questo settore.
Il dispositivo è waterproof con certificazione IP68 (fino a 100m), quindi potete tenerlo al dito anche se entrate in acqua.
Il corpo dell’anello è realizzato in lega di titanio con rivestimento in PVD (Physical Vapour Deposition), una tecnica che permette di rivestire gli oggetti con un film metallico sottile anche pochi micron.
Il RingConn Gen 2 è disponibile in quattro colorazioni: argento, nero, oro e oro rosa.
Applicazione, compatibilità e parametri monitorati
L’anello RingConn Gen 2 si connette agli altri dispostivi tramite Bluetooth (5.0) ed è compatibile con i dispositivi Android e iOS. Ha una sua applicazione per monitorare tutti i dati misurati, ma può anche sincronizzarli altre app come Google Fit o Apple Health. Così se usate già queste applicazioni potete integrare i dati registrati dall’anello.
Una caratteristica molto importante è che gli anelli RingConn funzionano senza abbonamento. Difatti molti smart ring di altre marche, oltre ad avere un costo elevato, richiedono un abbonamento obbligatorio per poter accedere all’applicazione e vedere i dati.
La presenza o meno di un abbonamento è una delle prime cose da valutare quando si deve scegliere uno smart ring. Dato che non si tratta di dispositivi economici dover pagare anche un abbonamento può risultare davvero eccessivo. Quindi il fatto che RingConn non richieda abbonamenti è un aspetto molto positivo.
I parametri monitorati dallo smart ring di RingConn sono svariati, ecco quali sono:
Parametri vitali
I parametri vitali sono la frequenza cardiaca (FC), la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e l’ossigenazione del sangue (SpO2).
Questi tre parametri vengono monitorati 24 ore su 24 ogni 2 minuti e mezzo. I dati vengono registrati, raffigurati in grafici dettagliati e vengono anche forniti dei consigli e delle analisi più avanzate.
Stress
I parametri di variabilità della frequenza cardiaca (HRV) vengono utilizzati anche per calcolare un punteggio dedicato allo stress.
I dati dettagliati sullo stress aiutano a ottimizzare la giornata, promuovendo un rilassamento consapevole e aiuta a comprendere la connessione tra la condizione fisica e quella mentale.
Activity Score
Tutto quello che riguarda l’attività fisica, sia le normali attività quotidiane, sia gli allenamenti, vengono riassunti con un Activity Score.
Questo punteggio viene influenzato da 3 parametri principali: il numero di passi, le calorie bruciate e il tempo passato in movimento. Questi parametri hanno degli obiettivi giornalieri che possono essere modificati a piacere in modo da adattarli meglio al proprio livello di fitness.
Lo smart ring RingConn Gen 2 offre anche 5 modalità di allenamento per un monitoraggio avanzato dell’attività fisica. Questa parte è al momento molto basica, RingConn però comunica che è in sviluppo una sezione migliorata con ancora più sport.
Monitoraggio del sonno
– Monitoraggio accurato delle fasi REM e del sonno profondo
– Metriche dedicate al sonno come respirazione e HRV
– Al risveglio dà consigli su come potremmo riposare meglio
Il monitoraggio del sonno avanzato avviene grazie all’implementazione di nuovi sensori e algoritmi che permettono di avere dati più precisi che permettono di riscontrare e valutare la Sindrome da apnea notturna (OSAHS). Per valutare questo rischio calcola automaticamente l’indice di apnea-ipopnea (IAH) per stimare la gravità dei disturbi respiratori del sonno. La lettura più importante è il nuovo monitoraggio della SpO₂:
– Nuovo monitoraggio ad alta frequenza. Misura la saturazione di ossigeno nel sangue più frequentemente rispetto al monitoraggio del sonno standard per rilevare anche piccole variazioni del livello di ossigeno.
– Calo SpO₂ (≥3%). Conta il numero di volte in cui il livello di ossigeno nel sangue diminuisce del 3% o più durante il sonno, fondamentale per identificare possibili episodi correlati all’apnea notturna.
Salute della donna
Fornisce previsioni accurate per sapere quando arriva il ciclo. Per farlo monitora le variazioni della temperatura corporea e mostra un monitoraggio completo del ciclo mostrando le fasi: mestruale, follicolare, ovulazione e luteale.
La prova
L’anello
Dopo aver fatto la procedura per trovare la misura giusta il RingConn Gen 2 veste alla perfezione. Non sono una persona che indossa abitualmente degli anelli quindi i primi giorni mi sono dovuto un po’ abituare alla novità. È bastato poco però per abituarsi e dopo qualche giorno ci si dimentica di averlo al dito.
Io ho scelto il colore nero, ha un design molto minimale e la qualità costruttiva è ottima. Tenete conto però che è metallo colorato, quindi con l’uso il nero finirà per rovinarsi e mostrare il titanio sottostante. Per evitare questo problema il consiglio è quello di prendere l’anello color argento.
La certificazione IP68 fino a 100m ci permette di bagnarlo o usarlo in acqua senza preoccupazioni.
Lo smart ring sembra anche molto robusto visto che ad oggi è ancora come nuovo e non presenta alcun segno. Se però amate proteggere i vostri dispositivi tecnologici sul sito ufficiale potete acquistare delle cover protettive in silicone. RingConn vende un set con 7 cover di colori differenti a 12,90$. Lo spessore aumenta solo di 0,5 mm e pesano 0,8 grammi.
Autonomia
Lo smart ring è molto leggero e anche lo spessore ridotto aiuta a non avere impicci o fastidi. Nonostante le dimensioni siano diminuite tra la prima e la seconda generazione, l’autonomia del RingConn Gen 2 è aumentata. La prima generazioni aveva un’autonomia massima di circa 6-7 giorni. La seconda generazione invece può arrivare fino a 12 giorni con una carica.
L’autonomia è legata ad alcuni monitoraggi aggiuntivi ma anche alla misura dell’anello. Difatti differisce leggermente tra le varie misure.
Misure 6-7: fino a 10 giorni
Misure 8-11: fino a 11giorni
Misure 12-14: fino a 12 giorni
La ricarica avviene con il cofanetto dotato di batteria che funziona come le custodie degli auricolari wireless. Basta mettere al suo interno l’anello per ricaricarlo e il cofanetto permette di ricaricare il RingConn tra le 15 e le 20 volte. Questo potenzialmente potrebbe permetterci di viaggiare e senza portare con noi il cavo di ricarica. Anche se, dovendo ricaricare quasi quotidianamente lo smartphone, il cavo di ricarica (tipo C) lo dobbiamo avere con noi lo stesso. Però poter ricaricare l’anello in ogni momento o situazione senza l’impiccio di un cavo è indubbiamente una bella comodità.
Monitoraggio del sonno
Come detto alcuni monitoraggi possono impattare molto sull’autonomia e tra questi c’è quello per la Sindrome da apnea notturna.
Si tratta di una novità della seconda generazione e permette all’anello di analizzare le ore che passiamo dormendo per misurare l’indice di apnea-ipopnea (IAH). In questo modo può stimare la gravità dei disturbi respiratori del sonno.
Questo è un monitoraggio opzionale che va attivato dall’app. Per avere dei dati precisi e attendibili bisogna tenerlo attivo per almeno 3 notti e ogni mattina bisogna sincronizzare l’anello con lo smartphone. Cosa che probabilmente faremmo lo stesso, in questo caso però è necessaria.
Il fatto che sia un monitoraggio molto energivoro lo dimostra l’avviso che ci informa che per attivare questa funzione la batteria dello smart ring deve essere almeno al 30%.
Avere questo nuovo monitoraggio del sonno però è utilissimo per chi ha o vuole scoprire se soffre di apnee notturne. Chi invece non ha questo tipo di problematiche può tenerlo disattivato o fare solo delle verifiche periodiche.
In generale trovo che il monitoraggio del sonno sia il pezzo forte del RingConn Gen 2. Oltre alla novità per le apnee notturne offre un monitoraggio accurato delle fasi REM e del sonno profondo, con in più le metriche della respirazione e dell’HRV.
Tra le migliorie tecniche introdotte per tenere sotto controllo le apnee notturne c’è il nuovo monitoraggio ad alta frequenza della SpO₂. La misurazione della saturazione di ossigeno nel sangue può avvenire più frequentemente rispetto al monitoraggio del sonno standard. Inoltre conta il numero di volte in cui il livello di ossigeno nel sangue diminuisce del 3% o più durante il sonno.
Monitoraggio dei parametri vitali e dello stress
I parametri vitali sono la frequenza cardiaca, l’HRV, la variabilità della frequenza cardiaca e l’ossigenazione del sangue (SpO2). Vengono misurati 24 ore su 24 e l’anello fa una lettura ogni 2 minuti e mezzo. Sono i dati alla base di ogni dispositivo per la salute e anche i più importanti da monitorare e tenere sotto controllo. Anche perché si tratta di dati legati a funzioni vitali, quindi certi, al contrario di quelli calcolati in base ad algoritmi per dare dei punteggi su come abbiamo dormito o sul nostro livello di stress.
Stress che viene misurato soprattutto con il dato dell’HRV, la variabilità della frequenza cardiaca. Il sonno però influisce molto su questo dato e il consiglio è quello di tenere monitorato il dato in modo da avere un’idea sul suo valore nel tempo. Così da capire quanto sia affidabile e come interpretare le varie letture in base anche alle nostre sensazioni.
Monitoraggio dell’attività fisica
L’attività fisica è riassunta dall’Activity Score. Un punteggio ottenuto unendo i dati di 3 parametri principali: il numero di passi, le calorie bruciate e il tempo passato in movimento.
Dato che uno smart ring è un dispositivo molto basico non può fare molto più di così. Difatti la sezione legata all’attività fisica permette di registrare anche degli allenamenti ma bisogna farlo usando lo smartphone. Al momento ci sono 5 tipi di sport (Corsa, Corsa indoor, Ciclismo, Ciclismo indoor e Camminata) ma RingConn sta sviluppando una nuova sezione per aumentare il numero di sport e – spero – aggiungere anche qualche altra funzione.
Applicazione
L’app di RingConn è fatta bene. È fluida, non ho trovato errori di traduzione e non ho mai avuto problemi di connessione e sincronizzazione con l’anello. Almeno con iPhone e l’app per iOS.
L’uso dell’applicazione è intuitivo e si naviga facilmente tra le varie sezioni. Nella parte alta possiamo selezionare il giorno in modo da andare a vedere anche i dati di quelli precedenti.
Scelto il giorno possiamo fare degli swipe laterali per scorrere tra i vari parametri monitorati. Ognuno mostra come dato principale il punteggio più una serie di grafici che ci permettono di analizzare in modo chiaro e approfondito ogni parametro.
Questo rende l’app perfetta perché riesce a soddisfare sia chi vuole vedere velocemente solo i punteggi e i dati principali, sia chi vuole analizzare con precisione dati e letture.
Intelligenza artificiale
Poteva mancare l’intelligenza artificiale? Certo che no, difatti anche l’applicazione di RingConn offre un’analisi dei dati fatta dall’AI.
Trattandosi di una tecnologia nuova non bisogna aspettarsi grandi cose, c’è una lettura dei dati e un’analisi molto basica che offre degli spunti per migliorare i vari parametri monitorati.
Così come si presenta non l’ho trovata un’aggiunta particolarmente utile. La cosa però credo tocchi un po’ a tutti perché ho provato le AI di Garmin o Strava e non sono certo più utili o avanzate.
Vedremo col tempo come evolveranno le AI e se riusciranno a essere dei veri aiuti anche in questi contesti.
Considerazioni finali
Il RingConn Gen 2 è il primo smart ring che provo, quindi non posso fare comparative con altri modelli. Dopo circa due settimane di utilizzo però mi sono fatto un po’ un’idea su questi dispositivi, dei loro pregi e delle loro lacune.
Il target per l’utente ideale è chi vuole un monitoraggio dei propri parametri vitali e non ama indossare un orologio 24 ore su 24. Difatti, soprattutto di notte o in altri contesti, c’è chi trova fastidioso indossare un orologio.
I vantaggi degli smartwatch è che offrono molte più funzioni e grazie al display possiamo vedere tutti i parametri direttamente sul dispositivo. Un anello è più essenziale ma ha l’ingombro ridotto al minimo.
Da sportivo trovo che le mancanze più grandi del RingConn Gen 2 siano proprio per l’attività fisica. Integrare in modo completo i propri allenamenti sarebbe molto utile e la sezione dell’app che richiede di registrare in tempo reale le proprie attività con lo smartphone rende tutto scomodo e macchinoso.
RingConn ha comunicato che sta lavorando per migliorare questa sezione. Io però troverei più comodo e semplice poter connettere l’app di RingConn a Strava, Garmin Connect, etc. per poter importare le proprie attività. Tanto l’anello non ha il GPS, quindi avrebbe sempre delle lacune. Per questo trovo che importare gli allenamenti dalle altre piattaforme sarebbe l’ideale.
Sul resto, che poi è il cuore dello smart ring RingConn Gen 2, invece l’ho trovato valido e preciso. Guardando i grafici dei giorni non ho notato letture anomale o dati che potrebbero evidenziare qualche problema nel suo funzionamento. Anche l’analisi del sonno mi è parsa molto buona e credo che possa essere la parte più importante del dispositivo. Anche se, come sempre, tutto dipende dalle proprie esigenze e quali sono i parametri che più ci interessano.
Non avendo disturbi del sonno né soffrendo di apnee notturne non ho potuto valutare l’affidabilità delle nuove letture che dovrebbero riscontare questi problemi.
Qui trovo ottima la possibilità di inviare i dati alle app Google Fit e Apple Health. Purtroppo al momento è possibile farlo solo con queste due applicazioni, però sono molto usate e può essere una cosa molto apprezzata dai loro utenti.
Tra i punti di forza del RingConn Gen 2 c’è la mancanza di un abbonamento obbligatorio. Negli ultimi anni il trend è quello di richiedere abbonamenti per qualunque cosa. Nella maggior parte dei casi però si tratta di abbonamenti per accedere a delle funzioni premium. Gli abbonamenti richiesti da alcuni produttori di smart ring invece sono obbligatori, o si pagano, oppure non si possono vedere i dati letti dall’anello.
Questa cosa la trovo davvero fastidiosa, soprattutto perché sono dispositivi costosi e che non offrono nulla di più che non monitori un qualunque smartwatch. Per questo trovo molto positivo che RingConn non richieda abbonamenti.
Se invece avete a cuore la vostra privacy e i vostri dati RingConn ci informa che la trasmissione, l’archiviazione e l’analisi dei dati personali sono crittografate ed elaborate su server AWS situati nel Regno Unito. Se poi volete maggiori dettagli potete trovare l’informativa sulla privacy completa sul loro sito.
Lo smart ring RingConn Gen 2 ha un prezzo di listino di 299$. Un prezzo non indifferente che però si ripaga in parte con la mancanza di abbonamenti. Senza contare che si possono trovare anche delle buone offerte per risparmiare qualcosa. Ad esempio, proprio in questo periodo, sul sito ufficiale di RingConn è presente uno sconto del 12% che offre già un discreto risparmio.
Se dovesse rimanere un prezzo troppo elevato vi segnalo che è disponibile anche il RingConn Gen 2 Air. Una variante che offre lo stesso anello ma senza le letture avanzate per il sonno che rilevano le apnee notturne. Inoltre è disponibile solo in due colorazioni: oro o argento.
La mancanza del sensore avanzato per la SpO2 fa calare di parecchio il prezzo che è 199$. Se non pensate di aver bisogno del rilevamento delle apnee può essere un ottimo acquisto perché tutto il resto è uguale al fratello maggiore.
Maggiori informazioni su ringconn.com






















