L’assetto trapezoidale
Un modello di assetto evoluto, geometrico e pratico
L’assetto è uno degli strumenti di lavoro fondamentali dei cuochi, e di conseguenza anche di tutti coloro si mettono ai fornelli per piacere o per necessità.
Il materiale più diffuso è il legno, anche se negli ultimi anni si sono diffusi modelli in plastica o altri materiali alternativi, mentre le forme sono quasi sempre geometriche salvo modelli particolari dedicati a qualcosa o che vogliono avere delle forme alternative.
Con due semplici modifiche al modello che possiamo definire vintage, il blocco rettangolare di legno, si è ottenuto un assetto che è probabilmente la più alta rappresentazione di questo accessorio.
Per prima cosa si è modificata la forma, da rettangolare a trapezoidale, quindi con uno dei due lati corti più piccolo, come seconda modifica si sono aggiunti dei piccoli bordi lungo i due lati lunghi che ora sono convergenti.
In questo modo dopo aver affettato ogni genere di alimento potremo versare il contenuto in una ciotola, in una marmitta, in padella o in ogni altro recipiente vogliamo in maniera pratica, veloce e senza rischiare che qualcosa cada e non finisca dove dovrebbe.
Difatti lo scomodo dei classici assetti è la mancanza di bordi che spesso fanno cadere dai lati quello che tagliamo, o peggio ancora ci fanno rovesciare buona parte di quello che c’è sopra quando tentiamo di versarlo da qualche parte.
Le due modifiche eliminano ogni problema, i bordi trattengono il cibo affettato mentre i bordi convergenti mandato il cibo verso il centro facendolo finire tutto in pentola.
L’assetto è grande circa 25,5 x 22 cm ed è fatto in legno d’acero trattato con olio di noce.
È un altro esempio di geometria applicata alla cucina, un accoppiata quasi sempre vincente e che mi fa pensare ad una cosa: “Perché le materie matematiche si rivelano utili e interessanti solo dopo aver finito gli studi?”






