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La maschera di se stessi

Una maschera super realistica che replica il nostro volto

Pirandello diceva che tutti noi portiamo delle maschere e aveva ragione: Carnevale, Halloween, feste in maschera eventi cosplay e chi più ne ha più ne metta. Gli eventi in cui ci possiamo travestire sono davvero tanti.
Ovviamente il pensiero pirandelliano era assai più profondo, le sue maschere erano metaforiche e il volto della persona rimaneva sempre lo stesso, era il personaggio a cambiare.
Provate però ad immaginarvi una persona che indossa per davvero delle maschere che riproducono il suo volto, sono come lui solo che hanno un qualcosa di diverso, quasi inquietante.
Effettivamente la scena deve essere molto forte, una persona si toglie una maschera e sotto c’è…lo stesso volto.
Nella realtà è difficile vedere qualcosa di simile, nemmeno in un film di Mission Impossible si vedono scene di questo tipo: Tom Cruise non indossa la maschera di se stesso.

Ora però questo paradosso può diventare realtà grazie ad un produttore americano chiamato That’s my Face, un nome che fa subito capire di cosa si occupa.
La sua specialità sono le Maschere personalizzate super realistiche che replicano il volto delle persone; basta mandare varie foto prese in diverse angolazioni e loro sono in grado di creare un modello 3D precisissimo.
Dopo avervi mostrato l’anteprima via mail e aver ricevuto la vostra approvazione procedono con la realizzazione vera e propria.
Se dubitate dell’accuratezza di queste maschere dovete sapere che i ricercatori degli Idiap Laboratory presso l’EPFL University hanno dimostrato che possono essere utilizzate per ingannare i sistemi di sicurezza biometrici di riconoscimento facciale, anche quelli che usano i dati di profondità (come il Kinect).
Con le maschere di That’s my Face le teorie di Pirandello diventano reali, anche se trovo molto interessante la possibilità di farsi creare la maschera con la faccia di un amico.
Pensate di essere invitati ad una festa e presentarvi con la faccia di un altro invitato; quando vi vedrà non potrà far altro che dire: “Hei, that’s my face!”.

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