Recensione Tiny Epic Defender
Un gioco fantasy cooperativo in cui bisogna difendere il proprio regno
Ecco qui con un altro gioco della serie Tiny Epic, una delle serie più propositive del settore dei giochi in scatola che sta mirando a creare un gioco per ogni possibile ambientazione.
Ciò che accomuna tutti questi giochi sono le dimensioni della scatola e di conseguenza del gioco, e sono le misure compatte (17,5 x 12 x 4 cm) a spiegare il perché del nome “Tiny”.
L’ambientazione fantasy è già stata toccata con Tiny Epic Quest, ma mentre il gioco visto qualche mese fa era impostato come un gioco di ruolo, Tiny Epic Defender ci mette di fronte ad un gioco del tutto diverso. Innanzitutto si tratta di un gioco in scatola cooperativo e non competitivo (ma può essere giocato anche in solitaria), mentre il tipo di gioco richiede di resistere a delle ondate di nemici.
Questa meccanica è molto presente nel mondo dei videogame, penso a Gears of War e la sua celebre modalità Orda, dove il giocatore – da solo o in compagnia – deve resistere a delle ondate di nemici via via sempre più potenti.
Nel caso di Tiny Epic Defender però c’è un aspetto aggiuntivo, perché lo scopo non è sopravvivere, bensì difendere il proprio regno.
Come si presenta Tiny Epic Defender
Come tutti i giochi della serie Tiny Epic i materiali sono ridotti nelle dimensioni e manca un vero e proprio tabellone di gioco, però tutto ciò che serve per giocare è curatissimo.
Gli elementi base del gioco sono: i meeple, gli altri elementi di gioco e le carte
I meeple:

Gli elementi di gioco:
I giocatori possono trovare dell’equipaggiamento speciale durante il gioco, e questo può essere aggiunto per davvero agli ITEMeeple grazie alle miniature di plastica di armi, scudi, mantelli e altri oggetti. Mentre gli equipaggiamenti sono in plastica gli altri elementi sono in legno e sono dei cuori colorati e delle fiamme. I cuori servono come segnalini per la vita dei giocatori; le fiamme come segnalini dei danni inflitti ai territori dove si svolge il gioco.
Le carte:
Le carte sono il vero motore del gioco e sono di due differenti dimensioni per svolgere meglio la loro funzione.
Le carte grandi misurano circa 8,5 x 12,5 cm e sono di 3 tipi: Regioni, Personaggi e Epic Foe (i boss finali).
Le carte Regione sono l’equivalente del tabellone di gioco e sono i territori che devono difendere i giocatori. Sono 7 carte e vanno disposte con al centro la Capitale Edenmoore, mentre le altre 6 vanno messe in modo da formare un cerchio attorno alla città. Le 6 regioni esterne sono pianura, montagna, deserto, foresta, costa e rovine.
Le carte Personaggio sono le schede con le caratteristiche di ogni alter ego interpretato dai giocatori. Anche se il numero massimo di giocatori è 4 i personaggi che si possono interpretare sono ben 10 e sono davvero molto diversi tra loro. C’è il Paladino umano, il Barbaro orco, il Chierico nano e altri classici delle ambientazioni fantasy. Non mancano però proposte curiose come il Centauro druido o l’Uomo lucertola guerriero.
Le carte Epic Foe sono i boss finali, sono analoghe alle schede personaggio dei giocatori e in Tiny Epic Defender ce ne sono 8. Ogni partita ha solo un boss finale casuale, e questo rende il gioco ancora più vario.
Le carte piccole invece misurano circa 6,5 x 8,5 cm, sono le carte che servono per creare le ondate che danno vita alle partite e sono di 4 tipi.
Le carte Defenders danno punti Azione ai giocatori che possono spenderli per muoversi, attaccare, riparare i territori, usare le abilità speciali e altre cose.
Le carte Enemy sono dei nemici base del gioco, sono carte doppie con due differenti enmici per carta e ognuno attacca solo un tipo di territorio.
Le carte Dire Enemy sono dei nemici più avanzati e ostici, ma sconfiggendoli si può trovare dell’equipaggiamento.
Le carte Equipaggiamento sono carte con differenti tipologie di oggetti, come spade, staffe, mantelli e scudi e danno dei poteri aggiuntivi ai personaggi dei giocatori.
Come si gioca a Tiny Epic Defenders
Il regolamento è breve e anche se è in inglese non è ostico da capire. Imparare a giocare non è complicato anche se la fase di creazione del mazzo di gioco di Tiny Epic Defenders non è chiarissima. La colpa però non è tanto di chi ha scritto il regolamento, ma è delle meccaniche che sono un po’ cervellotiche e non sono di immediata comprensione. Difatti la creazione del mazzo non è come in altri giochi dove ci sono carte pronte da mischiare e via. In Tiny Epic Defenders bisogna creare un mazzo unendo le carte di formato piccolo seguendo alcuni requisiti, sia per adattare il gioco al numero di giocatori, sia per rendere possibile il suo svolgimento su turni e ondate.
Ora non sto qui a spiegarvi come si costruisce il mazzo per giocare, anche perché se non avete tra le mani il gioco non ha molta utilità. Quello che è importante sapere sono le informazioni basilari giusto per comprendere lo svolgimento del gioco.
Tiny Epic Defenders ha un mazzo principale che indica il turno di gioco. Si gira una carta alla volta e si risolve la carta prima di girare la successiva. Quando termina il mazzo termina il turno.
Prima di iniziare un nuovo turno si aggiunge una carta da un secondo mazzo che serve proprio per rimpinguare il mazzo principale e renderlo più corposo turno dopo turno. Si mischia il mazzo, si mette a faccia in giù e si ricomincia. Un’altra ondata da affrontare carta dopo carta. Si va avanti così fino a che il secondo mazzo non finisce e si prende la sua ultima carta, che è l’Epic Foe, il boss finale che entra in gioco. Da quando il boss finale entra in gioco si fanno turni ad oltranza fino a quando il boss non è sconfitto, o fino a quando la capitale viene distrutta e i giocatori perdono.
Cosa possono fare i giocatori?
Come detto in Tiny Epic Defenders c’è la Capitale al centro più 6 regioni esterne attorno alla città. I nemici che si pescano dal mazzo attaccano delle regioni esterne specifiche e lo fanno in modo diretto. I giocatori possono difendere quel territorio solo se vi si trovano sopra (o grazie ad abilità speciali). Questo perché nel gioco non ci sono dadi né azioni libere. Le azioni si possono svolgere solo quando dal mazzo turno si pescano le carte Defenders, che danno proprio punti Azione. Questi però vanno spesi subito, prima di girare la carta successiva. Questa meccanica rende il gioco un po’ strano agli inizi, ma poi si capisce la filosofia e si riesce a gestire bene il tutto. Diventa così basilare scegliere le Regioni su cui stare, quali “riparare” o quando decidere di perdere punti vita per difendere o quando lasciare passare un attacco.
Qui c’è un altro aspetto particolare del gioco. I giocatori non possono morire, se perdono tutta la vita possono svolgere solo un’azione: muoversi. Difatti tornando nella capitale possono ricaricare la vita e riprendere a giocare.
La partita viene persa solo quando la capitale viene distrutta, e la cosa richiede un certo tempo, quindi anche nelle partite sfortunate non si perde mai subito. Il motivo è che i nemici non possono attaccare la capitale, ma solo i territori esterni. Quando un territorio esterno viene distrutto la Capitale subisce un danno, e così via per ogni territorio esterno distrutto. Quando tutti i territori sono stati distrutti la capitale rimane senza protezioni esterne, e probabilmente anche pesantemente danneggiata (ma dipende da cosa hanno fatto i giocatori fino a quel momento).
Questo spiega perché il gioco si chiama Tiny Epic Defenders, perché i giocatori attaccano solo l’Epic Foe, gli altri nemici vengono eliminati o respinti con le difese, e proteggere i territori è basilare per arrivare allo scontro finale con qualche chance di vittoria.
Considerazioni e giudizio finale
Tra i giochi della serie Tiny Epic provati fin ora Tiny Epic Defenders è quello che mi ha convito di più. Inizialmente ero un po’ scontroso con questo gioco. Niente dadi, niente azioni al di fuori dei momenti in cui si pescano le carte Defenders, nemici che possono attaccare liberamente i territori senza giocatori e altre cose che trovavo anomale e poco accettabili. Poi però verso la terza partita ho capito che il problema ero io, perché mi aspettavo un certo tipo di gioco e trovarlo così diverso mi aveva spiazzato.
Liberandomi dai preconcetti e abbracciando in pieno le meccaniche di Tiny Epic Defenders è iniziato il divertimento, con un gioco abbastanza rapido e anche ben bilanciato. E lo dico da persona avversa ai cooperativi, categoria che in genere cerco di evitare. Con Tiny Epic Defenders invece ho apprezzato anche tutta la cooperazione necessaria per vincere la partita, ottimizzando al meglio ogni singola azione a disposizione.
Segnalo che il gioco che ho testato è la seconda edizione di Tiny Epic Defenders, una versione migliorata nella grafica e nei contenuti che ha reso il gioco più accattivante. Tra le aggiunte ci sono anche gli ITEMeeple, che immagino troveremo anche in tutti i futuri giochi della serie Tiny Epic.
Con la seconda edizione Gamelyn Games mi ha inviato anche l’espansione Tiny Epic Defenders: The Dark War.
Inizialmente volevo fare un articolo unico, ma visto che l’espansione è molto corposa e aggiunge parecchie cose mi sarei dilungato troppo. Quindi le dedicherò una recensione breve a parte.
Continuate a seguirci, la Guerra Oscura non tarderà ad arrivare.
Maggiori informazioni su gamelyngames.com













