Recensione Sailing Toward Osiris
Un gioco da tavolo di piazzamento lavoratori ambientato nell'Antico Egitto
I giochi da tavolo hanno il potere di portarci in giro nello spazio e nel tempo, facendoci immergere nelle atmosfere di luoghi e tempi lontani.
Nel caso di Sailing Toward Osiris il luogo non è poi così distante da noi, ma l’epoca è parecchio lontana visto che è ambientato nell’Antico Egitto.
Il gioco è stato sviluppato da Isaias Vallejo e David MacKenzie, mentre la grafica è opera di Denis Martynets.
Il gioco è per 2-5 giocatori, l’età consigliata è a partire dai 14 anni e la durata è di circa 60 minuti.
Fin dall’incipit il gioco di società pubblicato da Daily Magic Games ha stuzzicato il mio interesse:
Il Faraone è morto, la sua chiatta funeraria naviga lentamente lungo il Nilo per raggiungere la tomba, dove il suo spirito sarà sottoposto al giudizio di Osiride.
La tradizione vuole che i Governatori dei vari territori si occupino della costruzione di importanti monumenti per esaltare la gloria del Faraone defunto. In questo modo Osiride favorirà il suo spirito nell’Oltretomba.
Il Faraone però non ha prole, e questo rende il compito dei Governatori molto più allettante. Difatti il Governatore che costruirà più monumenti diventerà il nuovo Faraone.
L’impresa però non è semplice, il tempo a disposizione è poco, le risorse e i lavoratori sono limitati e gli Dei sono capricciosi. Riuscirete a costruire tutti i monumenti che avete pianificato?
Che gioco è Sailing Toward Osiris e come si presenta
Sailing Toward Osiris è un gioco da tavolo basato sul piazzamento lavoratori, accaparramento di risorse e costruzione di edifici.
I materiali sono di qualità, a partire dal tabellone che raffigura una parte del Nilo e tanti territori di differente tipo che si affacciano sulle due sponde. Il fiume ha delle rapide che lo dividono in 4 sezioni. Queste sezioni identificano le 4 stagioni del gioco.
La cornice del tabellone è fatta dal percorso segna punti, dove i giocatori muovono la loro pedina per tenere la conta dei Punti Gloria accumulati durante la partita.
I materiali sono prevalentemente token in legno colorato, con 5 colori differenti visto che il numero massimo di giocatori è proprio 5.
Ai token in uso ai giocatori si aggiungono quelli comuni che rappresentano gli elementi di gioco. Ci sono le materie prime (grano, mattoni e pietra), i lavoratori dei colori delle materie prime (ognuna ha il suo “raccoglitore”) e i Mastri lavoratori, che hanno la stessa sagoma dei lavoratori ma una grafica più dettagliata.
L’ultimo elemento in legno presente è la nave del Faraone da far navigare sul fiume.
Poi ci sono 2 mazzi di carte. Le Carte Città, delle carte che si raccolgono visitando le città che si affacciano sul Nilo. Danno degli aiuti alle normali azioni o delle risorse extra; le Carte “Boon” (favore, dono, riferito a quello degli Dei). Queste carte raffigurano 5 divinità egizie e sono uguali per tutti i giocatori. Ogni Dio ha un suo potere.
Le stagioni di Sailing Toward Osiris

Le Stagioni possono essere identificate come delle manche che si ripetono una dopo l’altra, e in cui i giocatori hanno un numero illimitato di azioni da fare. Quando tutti i giocatori non possono più fare nulla e passano si conclude una stagione. Quindi non è la nave a muoversi e a scandire il tempo, ma sono i giocatori che fanno avanzare la nave quando concludono la stagione.
Questo è un aspetto interessante del gioco. I turni dei giocatori sono classici, io faccio un’azione e passo al giocatore successivo e così via. Questa fase potrebbe durare all’infinito visto che Sailing Toward Osiris non ha tempo né turni limitati. Il limite lo pone la mappa e la penuria di lavoratori e risorse. Ad un certo punto non c’è più nulla da fare e i giocatori, uno dopo l’altro, si vedono costretti a concludere la loro stagione. Quando tutti hanno concluso si sposta la nave e si passa alla stagione successiva.
Come si gioca a Sailing Toward Osiris

Non ci sono limiti nella scelta delle azioni e non è obbligatorio farle tutte, dipende dalla strategia e da ciò che offre il tabellone e gli elementi di gioco.
Quando un giocatore non può più fare nulla dice “Passo”. Dopodiché deve rimanere fermo fino all’inizio della Stagione successiva. Gli altri giocatori invece possono andare avanti fino a che hanno azioni da fare e vogliono farle. Dopo che tutti i giocatori hanno detto “Passo” si fa avanzare la Chiatta del Faraone e si inizia una nuova stagione.
Ecco le 10 azioni che si possono eseguire nel gioco:
1. Raccogliere una risorsa:
Le risorse si raccolgono posizionando un lavoratore su uno spazio terreno libero. Ogni risorsa richiede uno specifico lavoratore (risorse e lavoratori dedicati hanno lo stesso colore).
I lavoratori base si possono piazzare solo sui terreni della Stagione in cui si trova la chiatta del Faraone. I Mastro lavoratori invece possono essere messi su ogni zona del Nilo.
2. Visitare una città:
Collocando un lavoratore in un qualsiasi spazio della città sul tabellone si pescano 2 carte città. 1 si tiene e l’altra si cede ad un altro giocatore a nostra scelta.
Gli altri giocatori possono offrire ciò che vogliono per corromperci e farsi consegnare la carta.
3. Guida o unisciti a una carovana:
Il primo giocatore che gioca in uno spazio carovana colloca il token Cammello per indicare che è il leader. Poi sceglie uno dei 2 spazi e prende le risorse indicate. Il secondo giocatore che si aggrega alla carovana colloca un lavoratore e prende le altre risorse, ma deve cederne una al leader.
4. Assumi un lavoratore:
Oltre ai lavoratori che si hanno ad inizio gioco se ne possono assumere degli altri. Quelli disponibili si trovano in una zona dedicata del tabellone. Il costo è di 2 risorse qualsiasi.
5. Fai scambi al mercato:
La zona mercato ha dei cartigli che indicano dei set di risorse e gli scambi equivalenti. Un giocatore può scegliere quello che gli interessa e scambiare le proprie risorse.
6. Pianifica un monumento:
Nel gioco ci sono 3 tipi di monumenti: obelisco, sfinge e pilone. Ognuno ha dei costi differenti, anche in base a quando lo si pianifica (il primo giocatore lo paga meno dei successivi).
Dopo che un giocatore ha pagato il costo del monumento colloca il suo token sul cartiglio con le risorse utilizzate. Nessun altro giocatore può utilizzare quel cartiglio.
7. Costruisci un monumento:
Si sposta il token dal cartiglio della pianificazione a una zona della mappa. Ogni monumento può essere costruito solo in specifiche zone della mappa. Questo rende importante la scelta dei monumenti e il tempismo. Se non ci sono zone adatte disponibili non si può costruire e si perdono le risorse investite e anche i punti che si sarebbero guadagnati con il monumento.
I monumenti possono essere costruiti ovunque sulla mappa, ma danno 1 punto bonus se costruiti nella sezione dove si trova la chiatta. Si guadagnano punti bonus anche alla fine del gioco per alcune configurazioni di monumenti.
8. Gioca una Carta Città:
Si gioca una carta, si prendono le risorse indicate o si usa il suo potere. Poi si scarta dal gioco.
9. Gioca una Carta dono degli Dei:
Gioca una carta piazzandola a faccia in su di fronte a te. Puoi giocare solo una carta Dono per stagione, e non può essere una carta Dono già usata da un altro giocatore in quella Stagione.
10. Passa e termina la tua Stagione:
Quando un giocatore non può o non vuole fare più nulla può passare. Se è il primo giocatore a passare ottiene un bonus all’inizio della stagione successiva. Inoltre ha anche il ruolo di Reggente (il giocatore “principale” per la Stagione).
Scopo del gioco:
Lo scopo del gioco è ottenere più punti Gloria degli avversari. I punti Gloria si ottengono con i monumenti completati. Ogni tipologia di monumento dà dei punti, inoltre ci sono anche dei bonus in base alla posizione e alle combinazioni a fine partita.
Regole aggiuntive:
Le partite a 2 e 3 giocatori hanno delle piccole regole aggiuntive per bilanciare le partite. Cose di poco conto però, lo svolgimento del gioco è lo stesso.
La regola non obbligatoria invece riguarda il mercanteggiare. Difatti Sailing Toward Osiris promuove le trattative tra giocatori.
I giocatori possono mercanteggiare in ogni momento della partita e trattare su tutto. Risorse, lavoratori, carte Città, perfino azioni future. Anche i giocatori fermi perché hanno passato possono mercanteggiare.
Le contrattazioni sono consigliate per giocatori esperti. Quindi le prime partite è meglio evitare. Poi quando avete preso confidenza con il gioco potete dare via agli scambi.
L’espansione Governors & Envoys

L’espansione ha le misure di una scatola per un mazzo di carte, quindi proprio piccola, ma le aggiunte non sono di poco conto.
Governors & Envoys introduce 4 nuove regole, e potete scegliere a vostro piacere quali aggiungere alla partita.
-La prima aggiunta è una nuova pedina per ogni giocatore. È la pedina Envoys (delegati), che aggiunge un 11° azione per i giocatori. Pagando 1 risorsa a propria scelta si può piazzare la pedina del delegato su un terreno qualsiasi in modo da bloccarlo. In questo modo quando non avete lavoratori o risorse per costruire un monumento, potete tenere occupato un terreno che andrete ad usare nei turni successivi.
-La seconda è una nuova carta Dono degli Dei. In questo modo le carte a disposizione dei giocatori diventano 6, ma a inizio partita ogni giocatore deve scartarne una delle 5 del set base in segreto.
-La terza sono le Carte obiettivo, che aggiungono per ogni giocatore degli obiettivi. Questi riguardano delle particolari combinazioni di monumenti da costruire, e chi ci riesce ottiene punti bonus a fine partita.
-La quarta sono le Carte Governatori, i quali danno dei privilegi ai giocatori. I governatori si distribuiscono a inizio partita e sono carte pubbliche, da mostrare a tutti i giocatori. Cosa ovvia visto che non potete raccogliere risorse extra o pretendere altri vantaggi senza dare spiegazioni.
Come espansione Governors & Envoys mi è piaciuta molto. Sia per le aggiunte, che ampliano il gioco senza stravolgerlo, sia per poter decidere se usare tutte 4 le nuove regole o solo alcune.
Non è indispensabile, ma se Sailing Toward Osiris dovesse diventare un gioco da tavolo che userete spesso, è un’aggiunta da prendere.
Considerazioni e giudizio finale:
Sailing Toward Osiris è un gioco che mi è piaciuto sia per l’ambientazione sia per le meccaniche di gioco.
Il regolamento non è complesso, anzi è molto semplice. Può apparire un po’ elaborato solo per le 10 azioni a disposizione del giocatore (9 se si considera che la 10° è il Passo). Questo rappresenta l’unico problema iniziale del gioco. Perché già è difficile scegliere l’azione da fare e pianificare un minimo di strategia, se poi bisogna anche pensare a quali cose si possono fare si rischia di perdere un po’ il filo dei ragionamenti. Nel giro di qualche partita però le azioni possibili si apprendono al meglio, e i turni procedono in modo più fluido.
A questo proposito avrei gradito delle classiche tessere riepilogo con le azioni possibili da dare a ogni giocatore. Agli inizi sarebbero state un bell’aiuto e credo che questa sia l’unica lacuna (veniale) degli ottimi materiali di gioco.
La limitatezza delle risorse e dei lavoratori invece rende le sfide molto strategiche e riflessive. Perché si ha sempre la sensazione di dover fare la scelta giusta, e rimandare un’azione potrebbe cambiare di molto l’esito della Stagione.
Proprio la presenza delle Stagioni però offre delle possibilità di riscatto all’interno della stessa partita, con continui ribaltoni tra chi guida la classifica dei punti Gloria.
Quindi, a chi ama questa tipologia di giochi da tavolo, non posso che consigliare Sailing Toward Osiris. Poi c’è anche il fattore Antico Egitto che non è affatto da sottovalutare, perché è un’ambientazione che potrebbe intrigare molte persone. Fortunatamente Sailing Toward Osiris non si ferma all’ambientazione, e abbina alle atmosfere un bel gioco.
Maggiori informazioni su dailymagicgames.com










