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Recensione Rubico

Un gioco da tavolo di bluff che rievoca il passaggio di Giulio Cesare sul Rubicone

I giochi da tavolo possono essere un modo alternativo ma molto efficace di far conoscere la storia. Un esempio lo vediamo oggi con Rubico, un gioco da tavolo pensato per rievocare uno degli avvenimenti più importanti della vita di Giulio Cesare e di tutto l’Impero Romano.
Il nome del gioco è il nome latino del fiume Rubicone, situato in Emilia-Romagna nella provincia di Forlì-Cesena.
Durante l’Impero Romano il fiume è stato un confine naturale che divideva il territorio di Roma dalla Cisalpina, la provincia che includeva l’attuale Italia settentrionale. Il fiume è stato protagonista di un rilevante momento storico. Giulio Cesare, dopo aver conquistato la Gallia sta tornando a Roma. Il suo rivale Pompeo Magno e il Senato della Repubblica temono che Giulio Cesare voglia prendere il potere per instaurare una monarchia. Quindi intimano al generale di congedare le sue legioni per dimostrare di non voler agire contro la Repubblica.
Giulio Cesare si ferma sul confine romano del fiume Rubicone, indeciso sul da farsi. Arrendersi e rischiare di essere assassinato, o andare contro al Senato e avanzare fino a Roma alla guida delle sue legioni?
Giulio Cesare decise di avanzare e superare il Rubicone, e fu in quel momento che pronunciò la frase tradotta nella celebre “Il dado è tratto“.

Che gioco è e come si presenta

Rubico

Rubico è un gioco da tavolo sviluppato da un’idea della cooperativa 49 a.C. di Savignano sul Rubicone, la quale opera nell’ambito della promozione territoriale.
L’autore del gioco è David Spada mentre le illustrazioni sono opera di Dino Sechi, la produzione del gioco invece è stata fatta dalla cooperativa genovese Demoela Giochi.
Il gioco è da 3 a 7 giocatori, è basato sul bluff e due squadre si affrontano interpretando o Giulio Cesare e i suoi legionari, o i Senatori della Repubblica Romana.
Lo scopo è contrapposto, chi interpreta Giulio Cesare deve riuscire a raggiungere Roma e realizzare ciò che è successo veramente nel 49. a.C., mentre i Senatori dovranno giocare contro la storia, perché per vincere dovranno fermare il Generale e impedire il suo arrivo a Roma.

Il gioco da tavolo è basato su materiali molto semplici. Un tabellone, un mazzo di carte, una pedina che raffigura Giulio Cesare a cavallo e un dado.
Curiosità: il dado non serve a nulla, è solo una divertente aggiunta che non poteva mancare nel gioco che rievoca il momento in cui Giulio Cesare ha pronunciato la frase: “Il dado è tratto“.

Il tabellone ha un aspetto molto curioso e geograficamente incomprensibile. La stranezza della mappa è un riferimento alla Tabula Peutingeriana, una copia del XII-XIII secolo di un’antica carta romana che mostra le vie stradali dell’Impero. La mappa raffigurata era solo una rappresentazione schematica delle strade e i riferimenti geografici erano del tutto distorti. Proprio come il tabellone di gioco, che ne rievoca grafiche, stile e colori.
Il mazzo di carte è composto da 25 carte Marcia (11 carte blu, 9 rosse, 3 carte di Giano e 2 carte di Pompeo); 8 carte Potere, 8 carte Senato, 7 carte Ruolo e infine 1 carta Centurione.

Come si gioca a Rubico

Rubico (partita)

Il numero di carte che si usano in una partita varia in base al numero di giocatori. Solo nelle partite in 7 si usa tutto il mazzo.
Sul lato sinistro del tabellone c’è posto per le carte Senato, la carta che non ha simbolo va messa nella prima posizione, con le carte Marcia invece si crea un mazzo di pesca sul tavolo.
Ogni giocatore riceve una carta Ruolo e una Potere, carte che vanno tenute nascoste.
Infine si colloca Giulio Cesare sulla casella iniziale e si dà la carta Centurione al primo giocatore della partita.

La carta Ruolo serve per dire ai giocatori se sono dalla parte di Giulio Cesare o del Senato. I ruoli sono segreti anche tra compagni di fazione. Solo nelle partite a 5 o a 7 giocatori i giocatori del Senato devono comunicarselo segretamente prima di iniziare (tutti chiudono gli occhi, al via li aprono solo i “senatori”).

Rubico

Nel round tutti i giocatori – escluso il Centurione di quel turno – pescano 3 o 4 carte Marcia. Il numero esatto è indicato da una tabella ed è in base al numero di giocatori.
Dopo averle guardate, i giocatori le collocano tutte coperte di fronte a loro. Quella più a sinistra deve essere quella che vogliono offrire al Centurione.
Il Centurione deve raccogliere dal tavolo un numero di carte pari al numero di movimenti che deve effettuare Giulio Cesare per raggiungere il Castrum (un accampamento fortificato romano) successivo +2.
Il Centurione può prendere le carte come preferisce, anche nessuna da un giocatore, ma al massimo 2 dallo stesso giocatore. Valutando anche se fidarsi dell’offerta con la carta sinistra, o non credere nella bontà del giocatore.

Le carte Potere possono essere usate solo prima della Rivelazione. Queste carte sono associate a 8 divinità romane e possono servire per far pescare altre carte al Centurione, a guardare le carte agli altri giocatori, muovere il segnalino e altri effetti.

Rubico

Dopo aver raccolto le carte, il Centurione le rivela sul tavolo una ad una. La carta Giano conta come una copia della carta rivelata in precedenza.
Il segnalino Giulio Cesare si muove di un numero di passi pari alla differenza tra carte Marcia rosse e blu. Una volta raggiunto un Castrum si ferma anche se ha ancora passi a disposizione.
Inoltre il Centurione gira una carta Senato ogni carta Marcia Pompeo trovata, più una carta Senato Extra se tra le carte Marcia girate ci sono altre 2 carte blu. Ogni carta Senato ha una didascalia che indica un effetto da usare nel turno successivo.

Le carte Senato sono anche il mezzo per far vincere la squadra blu. Raffigurano due differenti legioni: la LEG I Italica che ha come simbolo il Cinghiale; e la LEG XV Apollinaris che ha come simbolo il Grifone.
Quando vengono girate 4 carte della stessa legione, il Senato vince.
Se invece Giulio Cesare raggiunge Roma prima che il Senato attiva una delle due legioni, vince.

Considerazioni finali

Rubico è innanzitutto un gioco da tavolo divulgativo. Perché è nato con lo scopo di far conoscere un momento molto preciso della storia dell’Antica Roma e il territorio in cui si svolge il fatto. Obiettivo raggiunto visto che il gioco può essere un modo molto efficace per operazioni di questo tipo.
Per un gioco però la parte ludica non può essere troppo trascurata ed è interessante la scelta fatta dall’autore per sviluppare Rubico.
Dato che le intenzioni della cooperativa 49 a.C. erano quelle di creare un gioco da tavolo adatto a tutti, bisognava creare un gioco divertente, stimolante ma senza meccaniche troppo complesse.
Un gioco da tavolo in stile quasi da party game, con bluff e poche regole può essere perfetto per lo scopo. Perché come avete letto qui sopra il gioco ha regole semplici e si spiega in pochi minuti (il regolamento è di 7 pagine ma è pieno di immagini e il testo occupa poco spazio).
Un aspetto interessante è la differente impostazione delle partite in base al numero di giocatori. Difatti mentre le regole base prevedono che i giocatori siano tutti all’oscuro del Ruolo degli altri, le partite a 5 e 7 giocatori devono essere svolte con i Senatori che si conoscono tra di loro. Questo serve per bilanciare il gioco ma offre anche un approccio un po’ differente.
Rubico si rivela così un gioco leggero, divertente e che raggiunge in pieno l’obiettivo di promuovere il territorio e la storia che racchiude.

Maggiori informazioni su demoela.com

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