Recensione Royals
Un gioco da tavolo ambientato nell'Europa del XVII secolo
Nel 1600 in Europa c’è la grande ascesa dell’assolutismo, con il diritto divino del Re che da al sovrano un potere assoluto, senza limitazioni. Questa è anche l’epoca delle corti, delle case nobiliari e degli intrighi per guadagnare posizioni di rilievo nella scala gerarchica. Perché uno stato che vuole ampliare i propri confini fa le guerre, una famiglia di nobili che imporre la sua supremazia fa entrare i suoi membri nelle principali corti d’Europa.
Con il gioco da tavolo Royals dobbiamo fare proprio questo, interpretare una casa nobiliare e sfidare gli altri giocatori nella scalata al potere. Chi riuscirà a piazzare più nobili nelle corti dell’Europa del XVII secolo?
Royals è un gioco del 2014 edito dalla tedesca Abacus Spiele. L’edizione che vedete in questo articolo invece è più recente, è in inglese ed è curata da Arcane Wonders. Manca un’edizione in lingua italiana, il gioco però non è complesso e l’inglese serve solo per la lettura del regolamento. Il gioco da tavolo poi non ha scritte o testi da leggere, quindi una volta che si sa come si gioca a Royals la lingua non è più un problema.
Il tabellone di gioco ci mostra una porzione di Europa e ci porta circa a metà del 1600. Difatti il gioco si svolge in un arco temporale ben preciso e tocca tre anni (1648, 1680 e 1714) che corrispondono ai 3 periodi di gioco.
Questi periodi creano 3 mini partite che si svolgono una dopo l’altra. Al termine del 1714 i giocatori sommano i punti accumulati nei 3 periodi per vedere chi ha vinto.
Le nazioni coinvolte dal gioco sono 4 e sono Spagna, Francia, Gran Bretagna e Germania. Per questioni di campanilismo sarebbe stato bello avere in Royals anche l’Italia, ma nel 600 tra regni, stati, ducati e gran ducati eravamo ancora lontani dall’essere un’unica nazione.
Che gioco è e come si gioca a Royals
In Royals lo scopo del gioco è diventare la casata nobiliare più influente e prestigiosa, e per riuscirci bisogna avere più rappresentanti possibili presso le corti dei più importanti dei 4 Regni europei del gioco.
Il gioco si svolge in tre periodi che sono come delle mini partite. Alla fine di ogni periodo si assegnano i punti, per poi ricominciare da capo con il periodo successivo.
Royals si basa tutto sull’uso delle carte, molto semplici visto che raffigurano solo lo stemma di uno dei 4 regni, più dei cubetti di legno che raffigurano un nostro nobile. Poi ci sono tantissimi segnalini per i punti, i quali vanno collocati a inizio di ogni periodo sul tabellone. In questo modo l’assegnazione dei punti è molto più facile e intuitiva visto che si raccolgono materialmente durante la partita. Di contro c’è la noia del dover collocare decine di segnalini punteggio per tutta Europa e anche in alcune parti esterne ai Regni. Non che sia un dramma, è giusto per dire che i segnalini, come l’alternativa del foglio e una matita, hanno pro e contro.
Ogni nazione ha le sue corti, e il loro numero può variare. In ogni corte troviamo quasi sempre 2 titoli nobiliari (ma alcune corti ne hanno solo 1) e sono rappresentati con delle illustrazioni di nobili generici. Questo significa che al titolo di Re corrisponde sempre lo stesso personaggio, come succede per tutti i 7 differenti titoli nobiliari del gioco.
I 7 personaggi hanno anche delle speciali targhette da collocare a lato del tabellone, qui dobbiamo piazzare un secondo cubetto oltre a quello collocato nella corte. Difatti in Royals non è importante solo collocare molti nobili per le corti di Europa, ma bisogna cercare di ottenere tutti i 7 titoli nobiliari. Le targhette dei nobili a lato del tabellone servono proprio a questo, per ricordarsi quali titoli nobiliari si hanno già raggiunto e quali mancano.
Per piazzare i propri nobili (i cubetti di legno) nelle corti Europee bisogna usare le carte. In Royals ce ne sono due tipi. Le Carte Nazione sono le principali e sono divise tra i 4 Regni del gioco. Ogni turno il giocatore pesca 3 Carte nazione da aggiungere alla propria mano, e le può usare per pagare il costo richiesto da una corte per piazzare il proprio nobile. Ad esempio se io voglio collocare un cubetto in una corte francese che costa 5, devo scartare 5 carte con il simbolo della Francia.
Questo tipo di meccanica mi ricorda un po’ quella di Ticket to Ride con i colori dei treni, cosa che diventa ancora più simile se si considera che anche in Royals ci sono 3 carte scoperte per la pescata. Così da poter scegliere se prenderne 1 o più di quelle, o pescarle tutte e affidarsi alla fortuna.
Il secondo mazzo invece è quello delle Carte Intrigo. Queste carte sono simili alle prime ma raffigurano 2 simboli nazione sulla stessa carta. Le carte intrigo non sono obbligatorie da pescare, ma se nel turno si decide di pescarne una si può pescare solo una carta nazione.
Le carte intrigo sono molto importanti perché servono per mandare via un nobile avversario da una corte. Difatti in una corte ci può essere solo un cubetto, quindi se vi serve quel posto dovete per forza cacciarlo usando le carte intrigo. Il meccanismo è semplice, si paga il costo della corte con le carte nazione come un normale turno di gioco, ma bisogna aggiungere anche 1 carta intrigo con il simbolo della nazione. Se non si hanno carte intrigo con il simbolo giusto se ne possono giocare 2 con simboli errati.
Come si vede dal tabellone, in Royals si fanno punti in molti modi. Ogni corte ha un segnalino punteggio a sinistra del personaggio. Il primo giocatore che piazza un cubetto prende il segnalino. Lo spazio vuoto di destra invece serve per mettere i cubetti “spodestati” con le carte intrigo.
Ogni nazione invece ha due segnalini punteggio, uno più alto e l’altro più basso. Se un giocatore riesce ad avere nello stesso momento un cubetto in ogni corte di quella nazione prende il segnalino. Il primo giocatore che ci riesce prende il segnalino di sinistra (più alto), il secondo giocatore prende quello più basso. Per i successivi non ci sono punti bonus.
Lo stesso meccanismo, questa volta con 3 segnalini, si applica ai titoli nobiliari. Il primo giocatore che ottiene tutti e 7 i titoli nobiliari prende il più alto dei grossi segnalini rotondi sulla sinistra del tabellone. Il secondo quello centrale e il terzo prende il segnalino col valore più basso.
La tabella piena di segnalini in zona Italia invece è per la fine dei 3 Periodi: 1648, 1680 e 1714.
In pratica il gioco simula un’evoluzione nelle corti europee attraverso gli anni, e ognuno può avere equilibri molto diversi visto che il gioco ricomincia da capo.
La fine del periodo coincide con la fine del mazzo di carte Nazione. Quando finiscono le carte si procede con il conteggio dell’Influenza nazione per nazione. L’influenza viene assegnata da ogni corte ed è il valore a fianco del costo.
I segnalini sono 8 per ogni periodo, divisi in 2 per ogni nazione. Il giocatore con più influenza in una nazione prende il primo segnalino, il giocatore secondo nella classifica prende il secondo.
Dopo aver assegnato i segnalini di fine periodo si mischiano di nuovo le carte nazione e intrigo, si ricollocano i segnalini delle corti, e si passa al secondo periodo.
Finito il secondo periodo si ripete il tutto per una terza volta e si conclude definitivamente la partita. A questo punto si sommano i punti dei 3 periodi con un’aggiunta: le tessere dei nobile a lato del tabellone.
Ogni titolo nobiliare assegna dei punti, e chi ha più cubetti sul nobile se lo aggiudica. Le tessere nobili sono curiose perché sono composte da due parti. Questa soluzione è stata fatta dal produttore perché, in caso di pareggio, 2 giocatori possono dividersi non solo i punti, ma anche la tessera del titolo nobiliare.
Ovviamente chi ha raccolto più punti sommando i 3 periodi vince la partita.
Considerazioni e giudizio finale:
Royals è un gioco in scatola semplice ma divertente. Il regolamento, anche se manca la traduzione italiana, è di sole 7 pagine ricche di immagini, si impara alla svelta e si spiega altrettanto velocemente. Una volta che si impara a giocare la conoscenza dell’inglese non è più necessaria visto che non ci sono scritte né sul tabellone né sulle carte. La semplicità e le meccaniche rapide lo rendono un gioco adatto a tutti, anche ai più piccoli. Arcane Wonders lo consiglia dai 14 anni in su, ma credo si possa provare anche prima. Magari l’ambientazione non è molto attrattiva per bambini e ragazzini, ma tentare non nuoce.
Royals può essere giocato da 2 a 5 giocatori, ma trattandosi di un gioco di maggioranze vi consiglio di evitare le partite in 2. Non che sia un gioco così brutto in coppia, ma perde davvero molto. Già in 3 inizia ad essere molto più intrigante, e il divertimento sale col salire del numero di giocatori.
Anche la durata è adeguata al tipo di gioco. Leggendo il regolamento avevo avuto l’impressione che Royals durasse un’eternità, dopotutto si ripete lo stesso gioco per 3 volte. Invece il gioco procede spedito e 1 periodo non è poi così lungo, tanto che una partita difficilmente supera l’ora.
Concludendo, se dovessi consigliare un gioco ben fatto, divertente e dal regolamento leggero e immediato non esiterei a consigliare Royals. L’unico limite può essere l’ambientazione che non è detto che piaccia a tutti. Ma vale anche il contrario, c’è chi non vede l’ora di andare a caccia di titoli nobiliari nelle corti dell’Europa del XVII secolo!
Maggiori informazioni su arcanewonders.com












