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Recensione OneSport OT16 Max

Una versione alternativa della bici pieghevole OT16, ora con gomme XL!

Due anni fa abbiamo recensito una bicicletta a pedalata assistita perfetta per chi cerca un modello pieghevole e dall’ingombro contenuto: la OneSport OT16-2.
La bicicletta di OneSport ha riscosso un buon successo, tanto che l’anno successivo è arrivata la nuova versione, chiamata sempre OT16-2 e che presentava solo piccole migliorie come una nuova sella ergonomica e delle impugnature del manubrio più comode.
Quest’anno OneSport ha realizzato un nuovo modello della serie OT16 e i cambiamenti sono decisamente più evidenti. Il nome è OneSport OT16 Max, un nome che sottolinea i cambiamenti del nuovo modello, a partire dalle gomme maggiorate molto più voluminose, e anche la batteria più capiente e il motore più potente.
Insomma, modifiche decisamente più sostanziose e che potrebbero rendere questa e-bike pieghevole ancora più interessante.

Che bici è

L’e-bike OneSport OT16-2 Max è una bicicletta pieghevole a pedalata assistita. Il telaio si piega a metà e anche il manubrio si piega verso il basso. In questo modo è più semplice trovare un posto dove tenerla (volendo anche in casa se non avete un garage) o potete caricarla nel baule della macchina quando andate in vacanza o fate qualche gita fuori porta.
Nonostante le dimensioni abbastanza compatte per questo genere di bici il peso è decisamente importante. Cosa che però accomuna un po’ tutte le city bike elettriche. Nel caso della OT16-2 Max abbiamo anche un aumento di peso rispetto al modello precedente, difatti le componenti migliorate e soprattutto le nuove ruote con gomme quasi da Fat bike hanno portato il peso ad aumentare da 29,7 Kg a 31,45 Kg. L’aumento di peso però sarebbe stato ben più alto se OneSport non avesse rifatto il telaio che ora è interamente in alluminio.
La bici, come i modelli passati, cerca di offrire sempre il massimo del comfort grazie alla forcella ammortizzata e a un ulteriore ammortizzatore presente sotto la sella.
Il nuovo motore più potente e la batteria più capiente invece servono da una parte a compensare l’aumento di peso e le gomme molto più grosse, dall’altra a offrire prestazioni superiori al passato.

Le caratteristiche tecniche

– E-bike OneSport OT16 Max
– Bici pieghevole a pedalata assistita
– Telaio e forcella in alluminio
– Ruote con gomme maggiorate da 20 x 4 pollici
– Pneumatici Kenda
– Motore da 250W e 48V con 45 Nm di coppia
– 4 livelli di assistenza alla pedalata
– Batteria estraibile
– Batteria da 48V 18Ah
– Autonomia: fino a 120 km
– Trasmissione 7 velocità Shimano Tourney
– Controlli di cambiata con leva e pulsante
– Pannello di controllo con display a colori
– Il display mostra la velocità, la distanza e altri utili dati
– Il pannello serve anche per le regolazioni della pedalata assistita e attivare le luci
– Freni a disco idraulici
– Forcella ammortizzata da 80 mm
– Ammortizzatore sotto la sella
– Luci LED (bianca anteriore, rossa posteriore)
– Peso: 31,45 kg

Scatola e assemblaggio

Le bici OneSport non sono in vendita nei negozi fisici, quindi vanno acquistate sul loro sito. Questo significa che vi arriverà a casa un bello scatolone XL con una bici che avrà qualche parte da assemblare.
Fortunatamente per spedire una bici non è necessario rimuovere molte parti e quelle più importanti sono già assemblate e pronte all’uso. Le parti da montare si trovano principalmente nella zona anteriore della bici e sono operazioni che dovrebbe riuscire a fare anche chi non è molto pratico. Difatti tutte le parti meccaniche della bici non richiedono alcun intervento.

Qui sotto vi metto un elenco con le cose da fare:
– Infilare il manubrio nel telaio (i cavi sono già tutti collegati)
– Mettere la sella
– Avvitare i pedali (non sono uguali, controllate qual è il sinistro e qual è il destro)
– Fissare il parafango anteriore
– Mettere la ruota
– Per sicurezza date una controllata alle gomme. Nel mio caso erano già gonfie ma è sempre meglio verificare che siano in un range di pressione corretto.

Insieme alla bici troviamo una scatola di accessori, c’è il campanello per il manubrio, il caricatore per la batteria, la chiave di sblocco per la batteria più una copia di scorta, un set completo di attrezzi con tutto quello che può servire per il montaggio e la manutenzione, un portacellulare e portaoggetti da manubrio, il libretto di istruzioni/manuale d’uso e infine anche l’acceleratore.
L’acceleratore è una manopola modificata per usare la bici come uno scooter elettrico. L’accessorio è incluso perché è una bici in vendita in vari paesi, in Italia però non è utilizzabile perché non è a norma.

Pannello di controllo e leve del cambio

OneSport OT16 Max (leva del cambio)

Sul lato sinistro del manubrio è posizionata la centralina che permette di visualizzare i dati di marcia e gestire i livelli di assistenza elettrica, mentre a destra trovano posto i comandi del cambio.
La trasmissione Shimano utilizza una soluzione particolare, anche se piuttosto comune per le e-bike. Il comando principale richiama quello delle mountain bike ma viene utilizzato esclusivamente per scalare i rapporti. Per passare a una marcia più lunga è invece presente un pratico pulsante contrassegnato dal simbolo “+”, che rende il cambio rapido e intuitivo anche durante la guida.
Il display LCD è abbastanza ampio e anche se la posizione non è ottimale (almeno per me è sempre preferibile una disposizione più centrale) non è troppo scomodo da vedere. Rispetto al modello precedente però mi sembra che la luminosità sia un po’ bassa e in giornate molto soleggiate risulta poco visibile.
Accanto allo schermo sono presenti tre pulsanti: quello centrale per l’accensione e lo spegnimento della bicicletta e i tasti “+” e “-” per la gestione dell’assistenza alla pedalata.

OneSport OT16 Max (pannello di controllo)

Utilizzando i pulsanti “+” e “-” è possibile selezionare uno dei quattro livelli disponibili: il livello 0, che esclude l’assistenza, oppure i livelli 1, 2 e 3, che forniscono un supporto progressivamente maggiore fino alla massima potenza. Gli stessi tasti consentono anche di accedere a funzioni aggiuntive: mantenendo premuto il “+” si accendono o si spengono le luci, mentre tenendo premuto il “-” si attiva la modalità di assistenza alla camminata. In questa modalità la bici procede autonomamente a circa 6 km/h, risultando particolarmente utile quando si deve accompagnarla a piedi senza sopportarne tutto il peso.

La prova

La nuova OneSport OT16 Max si presenta con le stesse misure e geometrie dei modelli precedenti. La modifica più importante è il nuovo telaio in alluminio che è decisamente apprezzabile e permette di contenere l’aumento di peso dovuto alle nuove ruote.
Le ruote più larghe e le gomme in stile fat bike avrebbero avuto un impatto ben maggiore senza il nuovo telaio in alluminio. Così invece l’aumento di peso è stato solo di 1,75 Kg, che solitamente per una bici è tanto, ma nel caso di una e-bike così pesante rappresenta solo un 6% in più. Inoltre, proprio perché è una bicicletta a pedalata assistita, almeno nell’utilizzo il peso può anche passare in secondo piano.

Il telaio pieghevole

Per quanto riguarda la serie OT16 di OneSport la caratteristica principale è il fatto di essere una e-bike pieghevole.
Questo porta a vantaggi e svantaggi, dove però i vantaggi superano i punti deboli per importanza.
I vantaggi di una bici pieghevole sono nell’ingombro e nella possibilità di caricarla in macchina per portarla dove volete, dalle gite fuori porta alle vacanze.
Il peso non la rende agevolissima da caricare e scaricare, però il telaio che si piega a metà e il manubrio che si abbassa e si piega su un fianco vi permettono di farla stare anche nel baule di molte utilitarie con una capacità di carico decente.

OneSport OT16 Max (piegata dentro il baule)

Gli svantaggi sono un po’ nelle geometrie della bici e nel design del manubrio che ne compromettono un po’ il comfort e la posizione in sella. Nulla di tragico, anche perché trattandosi di una bicicletta a pedalata assistita avere una posizione in sella perfetta è meno rilevante, però anche solo il design del manubrio rende la guida un po’ impacciata.
Come detto in apertura però l’elemento distintivo di questa bici è nel telaio pieghevole, e se volete una bici comoda da portare in giro si possono accettare anche dei compromessi.

Le novità della versione Max della OneSport OT16

La versione Max della OneSport OT16 ha lo stesso design del telaio, gli stessi comandi al manubrio e, a prima vista, potrebbe sembrare solo una versione con ruote maggiorate. In realtà è una bici che ha avuto migliorie in quasi ogni sua componente rispetto alle edizioni precedenti:

– Ruote e gomme XL
– Telaio in alluminio
– Motore con più coppia (45 Nm al posto di 40 Nm della precedente)
– Batteria più capiente (18 Ah al posto di 17 Ah della precedente)
– Freni a disco idraulici al posto di quelli meccanici

Come vedete la OneSport OT16 è stata migliorata in ogni suo aspetto, un po’ per compensare l’aumento di peso e dimensioni delle ruote, un po’ per dare maggiore brio alla bici.
Dopotutto una bici un po’ più pesante e con delle gomme così voluminose avrebbe avuto un calo di prestazioni visto che il peso e la scorrevolezza l’avrebbero rallentata. Invece il telaio in alluminio e il motore con più coppia compensano ampiamente le nuove ruote.
Un motore con più coppia però aumenta anche i suoi consumi, e qui entra in gioco la batteria più capiente che copre l’aumento di coppia e mantiene una grande autonomia.
Il cambio della tipologia di freni a disco, che passano da quelli meccanici a quelli idraulici è un altro passo avanti. I freni a disco meccanici rimangono dei buoni freni ma sono poco modulabili e si finisce col frenare sempre troppo o troppo poco. I freni a disco idraulici invece permettono di dosare la frenata in modo perfetto e rendono l’uso della bici più sicuro.

Le ruote XL

Il cambiamento più appariscente della OneSport OT16 Max però riguarda le ruote. Basta guardare le foto dei due modelli per notare subito il passaggio a ruote fat.
Il modello base ha ruote da 20” con pneumatici larghi 3”. La versione Max ha ruote dello stesso diametro ma con pneumatici da 4”. Un aumento notevole e che trovo non necessario visto che già la OneSport OT16-2 aveva delle gomme sufficientemente larghe per muoversi in sicurezza in città e su ogni tipo di terreno.
Se però vi piacciono le bici con le ruote e le gomme XL, pensate che diano maggiore comfort, sicurezza e permettano di superare meglio gli ostacoli cittadini come buche, gradini e altro, immagino che sarete molto felici da questo cambiamento. In ogni caso l’aumento di peso è irrilevante quando si parla di bici da circa 30 Kg, in più per una bici a pedalata assistita concetti come leggerezza e scorrevolezza possono passare in secondo piano.

Fat bike elettrica OneSport OT16 Max

Assistenza alla pedalata

La OneSport OT16 Max monta il motore nel mozzo posteriore e ha il sensore di cadenza. Quindi la pedalata assistita si attiva quando rileva il movimento di pedali e questo comporta un po’ di ritardo nella sua attivazione.
Il ritardo può rendere un po’ meno agevole le partenze da fermo, soprattutto se in salita. Di contro ha un enorme vantaggio per chi vuole faticare poco. Quando il motore si attiva e inizia a spingere la bici ha una sensibilità molto bassa, quindi, basta pedalare in modo blando e avere il motore attivo e molto scattante. Il risultato è una velocità sostenuta a fronte di uno sforzo blando o quasi assente.
Questo effetto si ottiene anche con dei livelli bassi di assistenza e rende la OneSport OT16 Max il modello perfetto per chi cerca una bici per gli spostamenti quotidiani e vuole fare meno fatica possibile.
Come sempre vi ricordo che il motore rimane attivo fino al raggiungimento dei 25 km/h, poi, come previsto dalla normativa, si disattiva perché le biciclette elettriche possono andare al massimo a quella velocità. Per andare a velocità maggiori dovrete farlo con le vostre forze.

Considerazioni finali

La OneSport OT16 Max rappresenta un vero passo avanti rispetto ai modelli precedenti. Anche se la modifica più evidente sono le ruote con gomme fat, la trovo la novità meno utile e rilevante.
I vari aggiornamenti degni di nota sono il motore con più coppia, la batteria più capiente, il telaio in alluminio e i freni a disco idraulici al posto di quelli meccanici. Un rinnovamento quasi totale delle sue componenti che le fanno fare un passo avanti netto rispetto alla OneSport OT16-2.
Le novità da un lato compensano il lieve aumento di peso, dall’altro migliorano le prestazioni e la rendono una bici a pedalata assistita ancora più allettante.

Il motivo principale per prendere una OneSport OT16 però rimane il fatto che si tratta di una bicicletta elettrica pieghevole. Caratteristica che potrebbe interessare a tutte le persone che cercano una e-bike compatta che si può mettere nel baule per portarla in giro.
Le geometrie di una bici di questo tipo sono un po’ sacrificate ma potendo fare affidamento sul motore non vi troverete mai in difficoltà. Inoltre, tra gomme fat, forcella ammortizzata e ammortizzatore sotto la sella ergonomica non dovreste proprio avere problemi di comfort.
Quindi, se cercate una bicicletta a pedalata assistita pieghevole, portatile, dal buon rapporto qualità/prezzo e in grado di seguirvi e portarvi un po’ ovunque, la OneSport OT16 Max è il modello giusto per voi.

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