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Recensione Fuji

Il vulcano Fuji si è risvegliato, mettetevi in salvo prima che la lava vi raggiunga!

Il monte Fuji è uno dei simboli del Giappone e anche uno dei vulcani più famosi al mondo. Questo lo rende una meta molto ambita da studiosi, turisti e da oggi anche da appassionati di giochi in scatola. Difatti l’omonimo gioco pubblicato da Cranio Creations è ambientato proprio sui pendii del Monte Fuji.
Il gioco non ha una precisa indicazione temporale, ma è facile immaginarsi agli inizi del secolo scorso nei panni di audaci esploratori intenti a studiare il vulcano.
Nella realtà il monte Fuji è un vulcano quiescente, quindi non erutta da moltissimo tempo ma non è ancora considerato inattivo (un po’ come il nostro Vesuvio). In un gioco da tavolo però tutto può succedere, anche che improvvisamente – dopo oltre 200 anni di riposo – il vulcano decida di risvegliarsi.
Nel giro di pochissimo tempo dal cratere del vulcano scendono dei minacciosi fiumi di lava. Per gli esploratori inizia una discesa frenetica per mettersi in salvo nel villaggio da dove sono partiti.
Per farlo devono cooperare, perché ognuno segue il proprio tragitto ma deve badare anche agli altri. Anche la sola perdita di un membro del gruppo significherebbe una bruciante sconfitta.

Fuji - Contenuto confezione

Che gioco è e come si presenta

Fuji è un gioco di Wolfang Warsch illustrato in modo molto ricercato da Weberson Santiago. L’edizione italiana è a cura di Cranio Creations che ci offre questa imperdibile opportunità di fuggire da un monte Fuji che erutta fiumi di lava.
Il gioco è da 3 a 4 giocatori, con la possibilità di giocare anche in coppia con delle varianti regolamentari.
Come detto si tratta di un gioco cooperativo seppur non sia una cooperazione aperta. In Fuji i giocatori non possono comunicare liberamente ciò che hanno intenzione di fare, né possono vedere tutto quello che fa un compagno nel proprio turno. L’obiettivo finale però è mettersi tutti in salvo, quindi bisogna cooperare il più possibile all’interno delle limitazioni del gioco.
Questa meccanica è particolare ma è anche adeguata al tipo di situazione proposta da Fuji. Difatti durante una fuga da un vulcano in eruzione è normale pensare prevalentemente a se stessi scegliendo il percorso che appare migliore. Inevitabilmente però si cerca anche di dare una mano ai compagni per far sì che si mettano tutti in salvo.

Il gioco si basa su due elementi: le tessere che creano l’ambientazione e i dadi che regolano i movimenti.
Le tessere scenario si dividono in 2 tipi: tessere paesaggio e tessere villaggio. Queste servono per creare degli ideali sentieri lungo le pendici del vulcano sui quali i giocatori devono muoversi. La creazione degli scenari non è casuale ma ci sono 7 tessere scenario che propongono altrettanti schemi di gioco. Ognuno dei 7 scenari può essere giocato con 4 differenti livelli di difficoltà.

Le carte terreno sono double face e sul retro mostrano la lava. Questo perché dopo ogni turno le tessere vicino al cratere del vulcano vengono girate per simulare la lava che avanza e inghiotte tutto ciò che trova sul suo cammino.
I giocatori devono muoversi sulle tessere cercando di lasciarsi sempre alle spalle la lava. Se la lava raggiunge un giocare il gioco termina con una sconfitta, se tutti i giocatori raggiungono le tessere villaggio, questi vincono la partita.

Come si gioca a Fuji

A inizio partita ogni giocatore sceglie un personaggio tra i 4 disponibili. I personaggi sono identici tra loro e non hanno peculiarità che rendono importante la loro scelta. Ciò che li caratterizza è una tessera Abilità che però è slegata dal personaggio e si pesca a caso in un piccolo mazzo da 6 carte.
L’Abilità dà un ruolo al personaggio, ad esempio può essere un esploratore o un riparatore. Ciò che conta però è proprio l’abilità legata al ruolo, perché se ben giocata può dare un grosso aiuto al giocatore e a volte anche ai suoi compagni.
Un altro aiuto può arrivare dall’equipaggiamento, un mazzo da 15 carte per altrettanti oggetti. In genere ogni giocatore parte con un oggetto equipaggiato pescato a caso dal mazzo, ma dell’equipaggiamento extra si può anche raccogliere lungo il percorso.
L’ultima dotazione per ogni giocatore è un set di 6 dadi speciali. Sono dadi da 6 ma le facce non mostrano solo le cifre, ci sono anche 3 possibili colori: giallo, blu o rosa.
I dadi sono l’elemento fondamentale del gioco e dal loro tiro dipende il movimento dei giocatori. Le tessere che compongono lo scenario di gioco hanno tutte dei simboli nella parte bassa, e questi possono essere dei valori dei dadi e/o dei colori.
Quello è il requisito richiesto per potersi spostare sulla tessera, in caso di fallimento si rimane fermi e si spreca un turno.

La peculiarità di Fuji è nel modo in cui si calcola il successo del tiro. Perché il gioco è un cooperativo atipico e per avere successo non conta solo il risultato dei miei dadi, ma va confrontato anche con quello dei compari. Questo però va fatto solo alla fine del turno, perché per tutta la durata i risultati vanno tenuti segreti. Anche le comunicazioni tra giocatori sono limitate dal gioco, e il risultato del proprio tiro di dadi non può mai essere comunicato in modo palese ai compagni.
Dopo aver lanciato i dadi ogni giocatore sceglie la sua destinazione. Ci si può spostare da 0 a 3 tessere, solo con movimenti orizzontali o verticali.
I motivi per cui ci si sposta meno del movimento massimo di 3 possono essere vari. I principali sono: il risultato dei dadi rende troppo rischioso spostarsi sulla terza tessera visto che ha requisiti diversi; la possibilità di ritirare i dadi. Difatti meno ci si muove, più Ritiri di dadi si hanno. Se si sta fermi si possono ritirare i dadi 2 volte (non necessariamente tutti, anche solo quelli che si vogliono provare a migliorare). Se ci si muove di 1 o 2 caselle si ha un Ritiro di dadi. Se invece ci si muove di 3 spazi non si possono ritirare i dadi. Anche lo stare fermi può apparire strano ma può avere un senso, ad esempio quando un giocatore raggiunge il Villaggio non termina la sua partita ma continua a giocare. Con i 3 ritiri può cercare di non penalizzare gli altri giocatori con i suoi dadi.

Ora però vediamo il meccanismo della competizione tra dadi per spostarsi su una carta. Quando ogni giocatore sceglie e dichiara la tessera su cuoi vuole spostarsi lo fa dopo aver fatto il primo tiro di dadi. Il risultato del suo tiro, anche dopo i possibili ritiri, però non viene considerato solo per la sua tessera destinazione, ma anche per tutte quelle dei compagni.
Un giocatore per potersi spostare su un Tessera terreno deve avere il risultato migliore considerando i requisiti della carta. Quindi se una carta chiede i numeri 6 e i numeri di colore giallo, ogni giocatore deve sommare i dadi con quei requisiti e fare il totale. Il giocatore che cerca di raggiungere quella tessera può andarci solo se ha il valore più alto di tutti, altrimenti ha fallito.
Ecco perché c’è anche una competizione involontaria tra giocatori. Perché è nell’interesse di tutti che ognuno riesca a spostarsi e a muoversi verso il villaggio, ma dipendendo tutto da dei tiri di dadi i risultati possono essere imprevedibili.

Nella foto qui sopra potete vedere bene questo meccanismo con 3 tessere isolate dallo scenario. Come tessera di riferimento ho preso quella obiettivo del giocatore Verde e le cifre che vedete è il risultato che ogni giocatore ha totalizzato per quella tessera. Il giocatore verde deve essere il migliore con i dadi che mostrano i valori 1 o 2 e in totale ha fatto 4 punti. Il giocatore Blu ha fatto solo 1 punto, il giocatore nero invece,pur puntando ha altri risultati per la sua tessera, fa 6 punti avendo 3 dadi sulla faccia 2. Quindi il giocatore Verde non ha il risultato migliore per la sua tessera e deve stare fermo.
Il tiro di dadi decreta anche un eventuale perdita di Punti Resistenza. Questi vengono calcolati in base alla differenza del proprio risultato con quello degli avversari. Se si ha un buon margine non si perdono punti resistenza, altrimenti se ne possono perdere anche parecchi. La quantità di punti Resistenza persi è indicata dalla tessera Difficoltà, quindi è questo l’unico valore che modifica la difficoltà dello scenario scelto.

Alla fine di ogni turno il vulcano erutta e la lava avanza. Ogni turno la lava avanza di una tessera in ogni direzione disponibile tra le tessere adiacenti. Tutte le tessere terreno hanno un retro che mostra proprio la lava, quindi basta ribaltare la tessera per mostrare il fiume di lava che avanza nello scenario.
Se la tessera su cui si trova un giocatore diventa lava questo viene inghiottito e la partita finisce. Per vincere tutti i giocatori devono raggiungere il Villaggio, anche una sola perdita decreta la sconfitta. I giocatori possono perire anche se terminano i Punti Resistenza.

Fuji - Partita

Le Varianti per 2 giocatori

Fuji può essere giocato anche in 2 ma il regolamento base va bene solo per partite con 3 o 4 giocatori. Per giocare in 2 occorre adottare delle regole speciali e ci sono due proposte tra cui scegliere.
1) La prima è più semplice e veloce ma è anche molto infida. Si aggiunge un terzo set di dadi che viene usato solo il confronto con i tiri dei giocatori. 3 dadi si lanciano scoperti di fronte ai giocatori, gli altri 3 si lanciano dietro ad un paravento per non vedere cosa mostrano.
Questo meccanismo è semplice e veloce ma il risultato è davvero del tutto imprevedibile e alla fine del turno, quando si devono fare i calcoli e si svelano i 3 dadi nascosti si possono fare delle spiacevoli sorprese.
2) La seconda variante è più elaborata perché non applica solo il meccanismo dei dadi aggiuntivi con i 3 scoperti e i 3 coperti. Aggiunge anche una terza pedina con tanto di equipaggiamento e i 2 giocatori devono pensare a come muovere il personaggio aggiuntivo e come gestirlo. Ovviamente la terza pedina deve arrivare a sua volta sana e salva al Villaggio, altrimenti avete perso.

Considerazione e giudizio finale

I vulcani sono pericolosi ma i dadi possono esserlo di più. Soprattutto se ci si sente soddisfatti del proprio risultato e poi si scopre che un compagno – uno che dovrebbe aiutarci – ha fatto involontariamente meglio di noi.
Questo aspetto di Fuji è la parte migliore del gioco, perché l’essenza delle sue meccaniche si trova proprio nel contrasto tra cooperazione e competizione forzata.
Il fattore fortuna – o sfortuna – però non è così grande come si potrebbe pensare vedendo un gioco con i dadi. Il primo motivo è nella scelta della destinazione che viene fatta dopo aver lanciato una prima volta i dadi, quindi si può scegliere una meta congrua con il risultato. La seconda è nella possibilità di fare dei ritiri per migliorare i risultati, o peggiorarli nel caso si voglia agevolare un compagno. Dopotutto rimane un gioco cooperativo, quindi se occorre bisogna fare anche questo.
La presenza di Abilità ed Equipaggiamenti lima ulteriormente il peso che ha la fortuna sull’esito del gioco, perché si possono gestire in modo più tattico alcuni turni e rendere il loro esito più favorevole.
Come meccaniche devo dire che le ho trovate convincenti e il risultato è un gioco da tavolo molto bello e divertente. Soprattutto quando si gioca in 3 o in 4. Le 2 varianti per 2 giocatori lo rendono giocabile anche in coppia, però avere un terzo giocatore “fantasma” peggiora un po’ lo svolgimento. Se però non ci sono alternative la variante per giocare in coppia rimane un buon compromesso e il gioco non viene snaturato né privato dei suoi elementi essenziali.
Una nota di merito va anche fatta a Weberson Santiago, l’autore delle illustrazioni. Il suo stile è molto particolare e mi piace molto come ha caratterizzato Fuji. Un ottimo lavoro che dà al gioco da tavolo una veste grafica notevole e che cattura lo sguardo. Almeno prima e dopo le partite, durante avrete gli occhi puntati solo sul fiume di lava che si avvicina e su quei stramaledetti dadi.

Maggiori informazioni su craniocreations.it

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