Recensione Fish Tank
Un gioco da tavolo per gli amanti degli acquari
Chiunque abbia un acquario sa quanto sia difficile gestirlo. Anche un acquario di acqua dolce ha molte cose di cui occuparsi per dare ai pesci il migliore habitat possibile. Un altro aspetto non secondario è la scelta dei pesci, perché lo spazio è ristretto e non tutti i pesci stanno bene insieme.
Fish Tank è un gioco da tavolo che ci porta nel mondo degli acquari e lo fa proprio mostrandoci l’importanza di scegliere bene ogni pesce che mettiamo al suo interno.
Se non avete dimestichezza con gli acquari però non vi dovete sentire esclusi. Il gioco non è per tecnici o appassionati del settore ed è alla portata di tutti.
Che gioco è e come si presenta
Fish Tank è un gioco da tavolo di Michal Peichl che è anche l’autore delle ottime illustrazioni del gioco.
L’editore è Albi, società della Repubblica Ceca che ha alcuni giochi del suo catalogo pubblicati anche in italiano. Purtroppo Fish Tank non è tra questi e al suo interno troviamo il regolamento in inglese, francese, tedesco e ceco. Il vantaggio è che è un gioco indipendente dalla lingua, quindi basta che ci sia qualcuno che lo spiega, poi possono giocarci tutti.
Fish Tank è un gioco interamente basato su carte, è da 2 a 6 giocatori e la durata è di circa 30 minuti. Carte speciali dal formato quadrato che raffigurano differenti “pesci”. Il termine è tra virgolette perché oltre a molte specie di pesci troviamo anche lumache e gamberetti. Per semplicità continuerò a chiamare le carte “pesci” (come fa il regolamento), ma mi riferisco sempre a tutte le creature acquatiche che troviamo nel gioco.
Lo scopo di Fish Tank è popolare il nostro acquario con la migliore combinazione di pesci e fare più punti dei nostri avverarsi.
Le carte
Le carte hanno un formato quadrato e hanno delle illustrazioni davvero notevoli che raffigurano alcune specie di pesci d’acqua dolce.
Il retro di tutte le carte è uguale e mostra un’alga con un riquadro dei punteggi. La parte anteriore mostra il pesce (o la lumaca e il gamberetto) e due riquadri con i punteggi.
I riquadri sono le condizioni necessarie per fare punti con quella carta. L’alga è una sorta di jolly da usare quando il pesce non ci soddisfa e si fanno punti (pochi) in ogni zona dell’acquario. I pesci invece soddisfano i requisiti di punteggio solo se vengono collocati in zone specifiche dell’acquario ma permettono di fare molti punti anche con un numero basso di carte.
Come si gioca a Fish Tank
La partita è divisa in due round che servono ai giocatori per popolare il loro acquario. L’acquario è una griglia 4×4 in cui vanno giocate le carte quadrate. I due round hanno uno svolgimento identico e in ognuno si collocano 8 carte. Alla fine del secondo round ogni giocatore ha completato la sua griglia con le 16 carte e si può procedere al calcolo dei punti.
A inizio partita ogni giocatore riceve 8 carte. Il round è una sorta di draft dove i giocatori scelgono quale carta vogliono mettere nel loro acquario e la mettono di fronte a loro. Poi passano le rimanenti carte ai giocatori alla loro sinistra.
Le carte giocate non si possono più spostare. Ovviamente a inizio partita non ci sono vincoli, perché una singola carta lascia aperte tutte le possibilità. Andando avanti con la partita però la forma della griglia 4×4 va sempre rispettata e non si possono apportare modifiche. Anche nei primi turni possiamo già determinare la composizione della griglia, ad esempio giocando la prima carta come angolo in alto a sinistra, e quella successiva nell’angolo in basso a destra. In questo caso la struttura della griglia sarebbe già stabilita. Per mettere le carte distanziate in modo corretto sono presenti delle carte di riepilogo che tornano utili anche in queste situazioni.
Il motivo per cui un giocatore deve mettere le carte anche così distanziate è legato al tipo di pesce che deve o vuole giocare. Ogni tipologia di pesce ha delle posizioni specifiche in cui va collocato per fare punti. Inoltre occorrono più pesci per accumulare punti, quindi bisogna scegliere bene quali pesci giocare e come collocarli, anche per non bloccare possibili bonus di quelli già nell’acquario.
Se un giocatore non vuole giocare uno dei pesci della sua mano (può capitare andando avanti nel round, quando la mano diventa di pochissime carte o anche di una sola), può giocarla sul retro. Il retro mostra le alghe. Anche con le alghe si possono fare punti. Se ne fanno pochi ma non hanno vincoli di posizione, quindi sono ottime come tappabuchi.
Il round prosegue nello stesso modo. Si gioca una carta dalla propria mano e si passano le carte al giocatore a sinistra. Il round termina quando terminano le carte e ogni giocatore ha nel suo acquario 8 carte.
Si procede con il secondo round. Si danno altre 8 carte a ogni giocatore e si procede con la stessa modalità a draft. L’unica differenza è che ora le carte si passano verso destra.
Quando terminano le carte i giocatori avranno anche completato la loro griglia 4×4 che mostra il loro acquario pieno di pesci.
Si procede con il calcolo dei punteggi, agevolato dal blocchetto segnapunti con una tabella che mostra le varie tipologie di carte.
Chi ha totalizzato più punti vince. In caso di pareggio vince chi ha creato più set differenti.
Partita a due giocatori
Dato che in due giocatori non c’è un vero e proprio giro e si finisce con lo scambiarsi sempre le stesse carte, Fish Tank propone una piccola ma interessante variante al regolamento.
Dopo aver giocato una carta, prima di passare la propria mano al giocatore avversario, scarto una carta a caso e ne pesco una nuova dal mazzo di carte non in gioco. In questo modo c’è più varietà di carte e la partita diventa più imprevedibile.
Considerazioni finali
Fish Tank è un gioco da tavolo piuttosto classico nelle meccaniche. L’ambientazione è solo un tema grafico che dà al gioco un ottimo impatto visivo ma ha solo un minimo legame col mondo degli acquari.
Le meccaniche però sono valide e offrono anche spunti interessanti, sia con i turni a draft tra i giocatori, sia con la modifica per rendere il gioco di ottimo livello anche quando si gioca in due.
Il fattore fortuna è presente perché c’è sempre l’imprevedibilità delle carte che possiamo avere a disposizione. Le nostre scelte però sono sempre determinanti, sia nel selezionare la carta da giocare, sia nel decidere dove giocarla all’interno della griglia.
Bella anche l’idea di usare il retro delle carte come elemento aggiuntivo da mettere nell’acquario. Così se i pesci non ci soddisfano, possiamo mettere delle alghe e realizzare qualche punticino extra.
Quindi se vi piacciono i giochi da tavolo di questa tipologia e vi piace anche l’ambientazione a tema pesci e acquari, Fish Tank è il gioco che fa per voi.
Maggiori informazioni su albi.eu












