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Recensione Explorers of the North Sea

Chi sarà il più grande esploratore della The North Sea Runesaga

La The North Sea Runesaga è una trilogia di giochi da tavolo ambientata in epoca vichinga. I giochi sono stati creati dal neozelandese Shem Phillips e pubblicati dalla sua casa editrice Garphill Games.
Di questa celebre trilogia vi ho già fatto la recensione di Raiders of the North Sea, un gioco in cui lo scopo è andare all’assalto di varie tipologie di insediamenti per raccogliere più risorse possibili.
Oggi tocca al terzo gioco della saga: Explorer of the North Sea, un gioco in cui non mancano le incursioni negli insediamenti, ma queste passano in secondo piano per dare maggiore spazio all’esplorazione.
Il gioco non ha un tabellone, ma si sviluppa con delle tessere esagonali che vengono collocate una alla volta nei turni dei giocatori.
Lo scenario che si crea è marittimo, con tante isole di varie forme e dimensioni che offrono 6 differenti tipologie di risorse. Sulle isole si possono trovare anche degli insediamenti da assaltare, mentre per mare si possono incontrare delle navi da affrontare in rapide battaglie navali.
Il gioco finisce quando terminano le tessere scenario, che indica anche l’arrivo dell’Inverno. A questo punto si procede al conteggio delle risorse e dei punti, chi ha un totale maggiore vince perché è stato l’esploratore più abile e che si è preparato meglio all’arrivo del gelido inverno del Mare del Nord.

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Come si gioca a Explorers of the North Sea

Il gioco include solo il regolamento in inglese, ma seguendo il link trovate il PDF con il regolamento di Explorers of the North Sea tradotto in italiano.
Ogni giocatore ha a disposizione una nave e un equipaggio formato da 7 vichinghi. In più ha 5 avamposti che possono essere collocati sulle terre che si scoprono tessera dopo tessera.
Explorers of the North Sea offre anche delle carte Capitano, dei personaggi che danno un’abilità speciale ai giocatori che permette di raccogliere punti vittoria bonus in un determinato ambito.
La disposizione delle tessere scenario invece parte da una grossa tessera che mostra la terraferma. Qui è da dove partono le navi vichinghe, e dove devono fare ritorno per depositare le risorse raccolte.
Le navi vichinghe sono fatte per poter ospitare fino a 3 omini, e a inizio partita 2 sono già sulla nave mentre gli altri sono sulla terraferma.
Lo sviluppo del gioco è semplice. Ogni giocatore parte con 3 tessere scenario in mano, il suo turno inizia con il mettere in gioco 1 delle 3 tessere, e per farlo in modo corretto non richiede molte spiegazioni. Almeno un lato dell’esagono deve toccare un’altra tessera, e ciò che raffigura deve essere congruo con ciò che mostra la tessera che tocca.

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A questo punto il giocatore ha 4 mosse a disposizione nelle quali può fare 6 differenti azioni:
1. Caricare la Nave
2. Scaricare la Nave + Consegnare il Bestiame
3. Spostare la Nave + Distruggere una Nave Nemica
4. Spostare i Vichinghi + Saccheggiare un Insediamento
5. Trasportare il Bestiame
6. Costruire un Avamposto (al costo di 2 azioni)
Avere solo 4 mosse a disposizione è limitante e impone molti ragionamenti su come sfruttare i movimenti. Ogni mossa deve essere ottimizzata, ogni turno deve essere studiato per ottenere il massimo con soli 4 spostamenti.
I movimenti limitati però sono la peculiarità del gioco, che risulta così molto tattico e di ragionamento.
I giocatori possono anche pensare solo a se stessi. Non ci sono mai scontri tra equipaggi, al massimo si possono mettere i bastoni tra le ruote andando a rubare risorse chiave o isole. Questo perché anche il controllo delle isole dà punti, e il controllo si prende lasciando uno o più vichinghi sull’isola, oppure costruendo un insediamento.
Gli altri modi per fare punti sono collezionare risorse, distruggere gli insediamenti e affondare le navi che si trovano sullo scenario.
Dopo aver effettuato il 4° movimento il giocatore pesca una nuova tessera da aggiungere alla mano e passa il turno.

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Conclusioni e giudizio finale

Dopo aver provato un altro gioco della The North Sea Runesaga ho capito perché è così amata. Se il fatto che mi fosse piaciuto Raiders of the North Sea poteva essere un caso, l’aver apprezzato moltissimo anche Explorer conferma la bontà di questa serie.
A detta di molti Raiders è il migliore della trilogia, ma devo dire che Explorers se la gioca alla grande. Lo scontro non è ad armi pari, sono giochi dall’ambientazione simile ma con uno svolgimento molto differente. Questo è molto importante perché dà senso alla trilogia, con giochi riunibili nello stesso contesto ma che offrono esperienze di gioco differenti.
Di Explorers of the North Sea apprezzo proprio la gestione tattica delle mosse, ma anche il dover creare lo scenario disponendo le tessere turno dopo turno, che aggiunge un ulteriore elemento strategico (seppur limitato dalla grafica, visto che le tessere non possono essere messe ovunque).
Come sempre i materiali sono ottimi, con tante pedine e segnalini di legno che rendono il gioco ancora più bello e coinvolgente. Caricare per davvero i vichinghi – o i segnalini animale – sulla nave non è un dettaglio di poco conto. Perché è bello giocare di immaginazione, ma quando i materiali danno una mano è sempre una cosa molto positiva.
Forse si poteva sviluppare di più la parte degli attacchi agli insediamenti o delle battaglie navali, ma poi come gioco sarebbe stato troppo simile e Raiders (non parlo di meccaniche, ma di scopo). In Explores of the North Sea invece era giusto enfatizzare l’esplorazione per raccogliere le varie tipologie di risorse. Lasciando però qualche razzia e battaglia. In un’ambientazione vichinga non se ne poteva proprio fare a meno!

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Maggiori informazioni su garphill.com

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