Recensione Escape Tales: The Awakening
Una escape room mette al centro la storia e i bivi narrativi
Negli ultimi anni il settore delle escape room ha riscosso un grande successo. Sia con le esperienze dal vivo in locali o ambienti che ci permettevano un’immersione totale negli enigmi, sia con le versioni da gioco da tavolo per giocare anche a casa.
Inutile dire che di questi tempi le escape room da tavolo hanno preso il sopravvento, dando ancora più rilievo a tutte le proposte per giocare a casa; da soli o in compagnia.
Solitamente uno dei limiti delle escape room è la storia. O meglio, come si sviluppano gli enigmi e come sono collegati all’ambientazione. Difatti spesso ci troviamo di fronte ad un’ambientazione che può anche essere intrigante, ma da lì alla sua conclusione ci troviamo di fronte a rompicapo che possono farci quasi perdere contatto con la trama.
Qualcosa di un po’ differente lo abbiamo visto con la serie Adventure Games, sorella della serie Exit, che prova a discostarsi dalle classiche escape room per proporre un’esperienza che può ricordare quella dei libri game.
Oggi vediamo un altro gioco da tavolo che ha la stessa filosofia. È Escape Tales: The Awakening, pubblicato da Board&Dice.
Che gioco è e come si presenta
Escape Tales: The Awakening è un gioco da tavolo che cerca di unire una escape room con un libro game. Questo lo si percepisce perché la storia si sviluppa non solo attraverso enigmi e rompicapo, ma anche con delle scelte narrative sotto forma di bivi. Proprio come accade nei libri game.
The Awakening può essere giocato sia in solitario sia fino a 4 giocatori. L’età consigliata è a partire dai 16 anni. Un’età alta dovuta non tanto alla difficoltà del gioco, ma all’ambientazione e ai temi toccati nella storia.
Il gioco è basato tutto su carte che servono per mostrare i luoghi in cui si svolge la storia, gli oggetti che possiamo trovare e ovviamente gli enigmi da risolvere.
La particolarità del gioco è la mancanza del fattore tempo. Possiamo giocare senza l’assillo del cronometro perché in Escape Tales: The Awakening conta il numero di azioni. Ciò che possiamo fare è limitato, ad esempio in una stanza dobbiamo quasi sempre scegliere quali parti esaminare e quali non considerare.
Nella loro semplicità tutti i materiali sono di buona fattura. Troviamo un tabellone in cartone che mostra una griglia per l’esplorazione dei luoghi; carte di vario tipo per lo svolgimento del gioco (Game Card, Location Card e Doom Card), dei token in legno che rappresentano le azioni a nostra disposizione e infine 2 libretti. Uno è il regolamento che si spiega come si gioca; l’altro è lo Story Book dove troviamo l’inizio della storia e poi tutti i paragrafi con i codici alfanumerici da leggere durante la partita.
A tutto questo si aggiunge una companion app, consultabile anche da PC e che funziona offline, per verificare gli enigmi e per avere anche degli aiuti.
La storia di Escape Tales: The Awakening
Visto che sulla scelta di un gioco simile l’ambientazione gioca un ruolo molto importante, riassumo brevemente l’inizio delle vicende per darvi un’idea sulla storia. Ovviamente è il teso iniziale da leggere a inizio avventura e non ci sono spoiler.
Il nostro nome è Samuel, siamo un trentacinquenne vedovo da 5 anni e con una figlia di nome Lizzy. Purtroppo, dopo i problemi di salute della moglie sono arrivati anche quelli per la figlia. Inizialmente aveva una stanchezza cronica e si addormentava ovunque. I sintomi sono peggiorati fino a quando non ha perso conoscenza ed è caduta in un coma profondo. I medici non sapevano quale potesse essere la causa né come poterla aiutare.
Presi dallo sconforto abbiamo iniziato a fare delle ricerche fino a quando non abbiamo trovato un caso simile in un articolo di un quotidiano. Un ragazzo caduto in coma profondo si era risvegliato dopo 5 mesi.
Ci siamo messi in contatto con il padre del ragazzo per avere maggiori informazioni e, dopo qualche titubanza, ha deciso di rivelarci il suo segreto. Il figlio non si è risvegliato né grazie ai medici né per un miracolo. È stato merito di un rituale.
Dopo averci svelato questo segreto l’uomo ci dà un vecchio libro su cui è spiegato il Rituale di Risveglio, ma ci mette anche all’erta. Il rituale avrà delle conseguenze.
L’uomo però non vuole rivelarci altro, appare spaventano, ma a noi interessa poco. Ora che abbiamo il libro abbiamo anche una speranza di risvegliare Lizzy.
Dopo aver letto il libro capiamo l’inquietudine di quell’uomo. Il rituale ci permette di viaggiare in un’altra dimensione, il luogo dove finiscono le anime perse. Una dimensione abitata dai Keepers, i custodi con cui dovremo aver a che fare per risvegliare nostra figlia.
I rischi sono altissimi ma le condizioni di Lizzy stanno peggiorando, non abbiamo altra scelta, dobbiamo usare il libro e provare a salvarla.
Come si gioca a Escape Tales: The Awakening
Dopo aver letto l’introduzione e messo sul tavolo tabellone, segnalini e i 3 mazzi di carte possiamo iniziare la nostra partita.
La plancia con la griglia alfanumerica serve per mettere le carte che raffigurano le stanze da esplorare.
Sulle meccaniche c’è poco da dire perché il gioco è guidato dallo Story Book. Dopo aver letto l’introduzione troviamo l’indicazione di andare al paragrafo P159 per iniziare la partita. Difatti il libretto che ci guida è diviso in paragrafetti numerati da 1 a 178. Questi però non sono in ordine cronologico, in modo che non ci sia il rischio di leggere inavvertitamente le fasi successive a quella che stiamo svolgendo.
A inizio partita abbiamo a disposizione 6 segnalini Azione che possiamo usare a nostro piacimento nelle stanze che esploriamo. In ogni stanza ci sono dei punti di interesse, noi mettiamo un segnalino sul punto che vogliamo esaminare e guardiano sul libretto il paragrafo corrispondente.
Le azioni vanno spese con attenzione proprio perché sono limitate. Se finiamo i segnalini entra il gioco il mazzo di carte Doom. Questo è un mazzo di carte che ci permette di avere delle azioni bonus, a volte però potrebbe costarci varie conseguenze.
Ad affiancarci nella soluzione degli enigmi c’è la app, anche se alla fine è solo una pagina web che possiamo raggiungere scansionando il QR Code sul libro delle regole o digitando l’indirizzo in un browser. L’app è molto comoda e funziona anche offline, quindi non occorre una connessione attiva.
L’app ci serve per scoprire se abbiamo risolto correttamente gli enigmi e ci dà una mano con degli aiuti. Un aiuto poco invasivo ma utilissimo è la possibilità di sapere quante carte occorrono per risolvere un enigma. Alcuni rompicapi hanno bisogno di varie carte per poterli comprendere e risolvere. Se sappiamo quante carte ci occorrono evitiamo di scervellarci su un enigma che non possiamo ancora risolvere. Meglio rimettersi alla ricerca di indizi o parti del problema.
Quando invece occorrono degli aiuti più corposi ci sono dei veri e propri suggerimenti che ci aiutano a capire come risolvere ogni enigma. I suggerimenti sono via via più importanti, fino all’ultimo che è la soluzione all’enigma. In questo modo nessuno può rimanere bloccato ed è possibile proseguire con la storia.
Salvare il gioco, finali multipli e rigiocabilità
Escape Tales: The Awakening ha una durata molto variabile che si attesta attorno alla 3 ore per le partite concluse più rapidamente, fino alle 6 ore per quelle più lunghe.
La durata però non è un problema perché in ogni momento possiamo mettere via il gioco e riprenderlo un’altra volta. Per farlo basta separare i materiali con le bustine incluse nella confezione e appuntarsi le cose necessarie per riprendere senza difficoltà.
La presenza di vari bivi narrativi fa sì che lo sviluppo della vicenda sia molto variabile, sia nello svolgimento, sia nel finale. Inoltre anche il sistema di azioni limitate influenza lo sviluppo delle partite, perché non potendo esplorare tutto potremmo lasciarci alle spalle cose interessanti. In alcuni casi anche degli enigmi, perché non tutti sono necessari alla conclusione del gioco. Alcuni servono per progredire nella storia e concluderla, altri servono per altri scopi.
Per questo Escape Tales: The Awakening non è un gioco “monouso” come alcune escape room. Non ci sono materiali da modificare o sacrificare e la storia può essere sviluppata in modi differenti, fino ad arrivare a nuovi finali.
Considerazioni finali
Escape Tales: The Awakening si è posto l’ambizioso obiettivo di unire il mondo delle escape room con quelli dei libri game.
A mio avviso l’obiettivo è stato raggiunto e il risultato è molto interessante (soprattutto per chi come me non è un grande fan delle escape room). Forse si può fare ancora qualcosa di più per la narrazione e lo sviluppo della storia, però capisco anche che non è semplice e c’è margine di miglioramento per i prossimi titoli.
I punti di forza di The Awakening sono i suoi bivi e l’integrazione degli enigmi nelle vicende, che ho trovato più legati rispetto alle escape room provate in precedenza.
Anche gli enigmi stessi li ho trovati ben fatti. C’è una buona varietà e alcuni sono difficili e c’è da spremere parecchio le meningi, però non ho trovato cose astruse che sembravano messe lì solo per bloccarci.
Il gioco è piacevole sia da soli sia in più giocatori, anche se vista la storia è più facile immergersi nel racconto giocando da soli. Di contro trovo che le escape room siano belle da giocare in compagnia, con quel lavoro di gruppo per superare i vari ostacoli.
Il giudizio finale è senza dubbio positivo. Escape Tales: The Awakening è un gioco da tavolo adatto sia a chi ama le escape room “classiche” sia a chi cerca qualcosa di un po’ diverso. Inoltre è ottimo da giocare anche in solitario, cosa che non sempre è fattibile nelle escape room, perché spesso sono delle esperienze pensate per essere godute al meglio in compagnia. In questo caso invece anche i lupi solitari avranno di che divertirsi.
Maggiori informazioni su boardanddice.com










