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Recensione Dominion

La seconda edizione di un grande classico dei giochi da tavolo

Nel settore dei giochi da tavolo ci sono titoli storici che hanno influenzato tutto quello che è uscito in seguito. È il caso di Dominion, gioco del 2008 di Donald Vaccarino che è diventato in pochissimo tempo un punto di riferimento per il genere dei deckbuilding.
A 13 anni di distanza dalla sua uscita torniamo a parlarne perché è ancora un gioco attuale e godibilissimo, ma soprattutto perché è da poco uscita in italiano la seconda edizione di Dominion.
Il titolo è pubblicato da Giochi Uniti e questo gradito ritorno è un’ottima opportunità per aggiungere alla propria collezione un vero titolo storico del settore dei giochi da tavolo.

Che gioco è e come si presenta

Dominion è un gioco basato unicamente su carte ed è il titolo perfetto per avvicinare i nuovi giocatori al genere dei deckbuilding. Difatti il suo punto di forza è l’estrema semplicità delle meccaniche e del regolamento che lo rendono un gioco adatto a ogni tipologia di giocatore.
Il gioco è da 2 a 4 giocatori (ma con delle regole speciali si può giocare fino in 6) ed è consigliato a partire dai 14 anni, anche se credo possa essere proposto anche ad un pubblico un poco più giovane.
La seconda edizione è quasi una ristampa del gioco del 2008 e ci sono poche differenze con il titolo originale. Regole e meccaniche sono identiche, sono state solo modificate alcune carte per rendere più chiare o più efficaci, mentre altre carte sono proprio state sostituite con delle nuove tipologie.

Dominion Seconda edizione (interno scatola)

All’interno della scatola di Dominion seconda edizione troviamo ben 500 carte che rappresentano il secondo punto di forza di questo gioco. Se la semplicità e l’immediatezza sono uno dei motivi del suo successo, la grande quantità di carte assicurano varietà e longevità al gioco.
Il mazzo è suddiviso tra:
130 carte Tesoro (60 Rame, 40 Argento e 30 Oro)
48 carte Vittoria (24 Tenute, 12 Ducati e 12 Province)
30 carte Maledizione
262 carte Regno (10 carte per ognuno dei 25 tipi più la carta Giardini che ha 12 carte)
26 carte Sorteggio (1 per ogni tipologia di carta Regno, distinguibili per il retro differente)
1 plancia Cestino per mettere le carte eliminate durante le partite

Dominion 2° edizione (cestino)

La qualità del gioco si denota anche dalla scatola che semplifica moltissimo il setup. All’interno c’è un elemento in plastica con tante fessure quante sono le tipologie di carte. Queste sono disposte su due file con al centro un elemento in cartone che indica la tipologia di carta contenuta in ogni fessura.
Il risultato è una scatola estremamente pratica e che permette di gestire il gioco e tutte le sue carte nel migliore dei modi. Inoltre lo spazio per le carte è abbondante in modo da poterle mettere anche nel caso usiate delle bustine protettive.

Le carte di Dominion

Facciamo un breve focus sulle tipologie di carte che troviamo nel gioco.

Le carte Tesoro sono la valuta che si usa per acquistare le altre carte. Vengono usate anche per acquistare altre carte Tesoro.

Carte Tesoro (Dominion 2° edizione)
Le carte Vittoria sono basilari perché sono le uniche carte che danno punti a fine partita e che quindi decretano chi vince. Non hanno però alcun’altra funzione e durante lo svolgimento della partita sono una “zavorra”.
Le carte Maledizione possono essere date dai giocatori agli avversari e danno -1 punto a fine partita.

Carte Vittoria e Maledizione (Dominion 2° edizione)
Le carte Regno sono il motore del gioco. Sono carte dotate di un breve testo che permettono al giocatore di svolgere svariate azioni.

Le carte Sorteggio servono solo a inizio partita per decidere in modo casuale quali carte Regno usare nella sfida. Non è obbligatorio affidarsi al caso, i giocatori possono anche scegliere quali carte usare o anche usare le carte Sorteggio per poi sostituire qualche tipologia di carta. In pratica c’è la più totale libertà nel fare il setup iniziale.

Carte sorteggio (Retro blu) - Dominion 2° edizione

Come si gioca a Dominion

Il setup iniziale parte dando a ogni giocatore 3 carte Tenuta e 7 carte Rame per formare il mazzo iniziale di gioco. Si mescola il mazzo e si mette di fronte a sé.

Dominion 2° ed. (setup iniziale)

Poi si prepara il tavolo creando i mazzi di carte Base, quindi le carte Tesoro (Rame, Argento e Oro), le carte Vittoria (Tenuta, Ducato e Provincia) e le carte Maledizione. In base al numero di giocatori varia il numero di carte Base che vanno usate durante la partita. Questi mazzi, messi uno a fianco all’altro, formano una fila nella parte alta del campo di gioco.
Sotto alle carte Base si forma una griglia 5×2 di Carte Regno scelte in modo casuale o a discrezione dei giocatori. Ogni tipologia ha 10 carte e in questo caso si usano tutte. L’unica eccezione è per la carta Giardini che è una tipologia speciale (Vittoria) ed è l’unica carta Regno presente nella scatola base di Dominion di questo tipo. Essendo una carta che può dare punti a fine partita, se ne usa lo stesso numero delle carte Vittoria; quindi varia in base al numero di giocatori.

Giardini (Dominion seconda edizione)
A fianco della griglia di carte Regno si colloca la plancia del Cestino per mettere le carte eliminate durante la partita.

Ora può iniziare la partita. I giocatori pescano dal loro mazzo la mano iniziale di 5 carte.
Il turno del giocatore è diviso in 3 fasi: Azione, Acquisti, Pulizia.

Nella fase Azione possiamo giocare una carta dalla nostra mano ed eseguirne l’effetto. Gli effetti sono molteplici e possono essere carte extra da pescare, monete d’oro aggiuntive da usare in quel turno, o dei bonus su ciò che possiamo fare in quel turno (più azioni o più acquisti).
Dopo aver giocato la carta la fase Azione termina, a meno che la carta giocata non dava +1 Azione. In quel caso possiamo giocare un’altra carta e andare avanti ad oltranza se abbiamo in mano e giochiamo altre carte che danno azioni extra. Il turno base senza modifiche delle carte però prevede un’unica azione.

Dominion 2° ed. (mano)

Nella fase Acquisto possiamo scartare dalla mano quante carte Tesoro vogliamo per comprare una carta. Possiamo comprare altro denaro, le carte Vittoria o le carte Regno.
Se nella fase Azione abbiamo giocato una o più carte che danno +1 Acquisto possiamo acquistare più di una carta. Risorse permettendo.

Nella fase Pulizia prendiamo tutte le carte giocate, quelle acquistate e quelle rimaste nella nostra mano e le mettiamo negli scarti a lato del mazzo di pesca. Poi peschiamo una nuova mano di 5 carte e passiamo il turno.
Quando il mazzo di pesca è terminato mischiamo gli scarti e formiamo un nuovo mazzo di pesca.

Il gioco prosegue con un’alternanza di turni tra i giocatori fino a quando non si raggiunge una delle condizioni di fine partita. La prima è la fine del mazzetto delle carte Provincia; la seconda è la fine di 3 mazzetti della Riserva, contando tutte le tipologie di carte (Regno, Tesoro, Provincia e Maledizione).
Quando si verifica una delle due condizioni il gioco termina immediatamente. I giocatori contano tutti i punti vittoria presenti nel loro mazzo. Vince chi ha fatto più punti.

Considerazioni finali

Per gli appassionati di giochi da tavolo Dominion potrebbe non aver bisogno di presentazioni. Si tratta di un vero classico e per gli amanti del genere deckbuilding è un gioco imprescindibile.
La semplicità del regolamento è uno dei suoi grandi punti di forza, per un perfetto introduttivo adatto anche per chi si è approcciato da poco al mondo dei giochi da tavolo. Dominion però non è un gioco adatto solo per principianti e può dare molte soddisfazioni a ogni tipologia di giocatore.
La longevità del titolo invece è assicurata dal suo setup che prevede l’uso di 10 tipologie di carte Regno delle 26 presenti nella scatola. In questo modo si possono creare tantissime combinazioni e variare setup quasi in ogni partita. Sia scegliendo quali tipologie di carte usare, sia pescandole in modo casuale.
Se le carte presenti nella scatola base non dovessero bastare, negli anni Dominion si è ampliato a dismisura con varie espansioni che hanno aggiunto tantissime nuove carte al gioco.

La seconda edizione di Dominion non cambia nulla al gioco. È un restyling che apporta qualche miglioria alle carte presenti nel set base. Alcune carte sono state modificare per essere più efficaci, altre invece sono proprio state sostituite per offrire un set base migliore e più interessante. Le regole invece sono le stesse e le meccaniche invece sono invariate.
Questo è un vantaggio perché rende la seconda edizione compatibile con tutte le espansioni della prima. Lasciando a disposizione dei giocatori – vecchi e nuovi – tutto il numeroso materiale aggiuntivo uscito negli anni.
L’unica espansione che al momento è in arrivo con una seconda edizione è Dominion Intrigo, sempre pubblicata da Giochi Uniti e la cui uscita dovrebbe essere imminente. Intrigo è un’espansione che permette di giocare anche senza la scatola Base, mentre a chi ha anche il Base permette di aumentare il numero di giocatori fino a 8 (ma su due tavoli).

Con la seconda edizione di Dominion molti giocatori potranno recuperare un titolo storico da aggiungere alla propria collezione. Dominion però non è solo un pezzo da collezione da tenere come un cimelio, è un gioco che non sente il peso degli anni, è ancora godibile e rimane tuttora uno dei migliori deckbuilding che ci sono in circolazione. È vero dopo Dominion sono usciti molti titoli validissimi e per certi versi superiori. Se però si è in cerca di un gioco semplice e adatto a tutti Dominion continua a rimanere la scelta ideale.

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