Regali bruttissimi

Anche i regali bruttissimi possono avere la loro dignità, soprattutto quando sono voluti

Oggi parliamo di regali brutti, un argomento che merita di essere approfondito perché può riservare delle sorprese.
Di primo acchito verrebbe da pensare che si tratta di cose a evitare, e fermandoci ad un discorso superficiale potremmo chiuderla così. Evitate di regalare cose brutte e saremo tutti più felici. Già, ma è proprio sempre così?
Per rispondere a questa domanda partiamo da lontano, dalla superficie, per poi addentrarci nell’argomento regali bruttissimi.
È chiaro che la norma vuole che chi regala qualcosa debba impegnarsi per allontanare il più possibile la bruttezza. Al tempo stesso chi riceve il dono spera sempre di ricevere qualcosa di bello e non certo il contrario.
Nonostante questo i propositi vengono spesso disattesi, con una quantità di cose inutili, orripilanti e insensate che vengono rifilate ad ogni occasione. E nella maggior parte dei casi questo è un male.

Tutti noi abbiamo ricevuto almeno una volta qualcosa di brutto, e non è facile prenderla sempre con filosofia dicendo: «Ma sì, basta il pensiero!». Poi di facciata – e per educazione – ci tocca fare i finti soddisfatti: «Ma grazie! Che bellissimo regalo. Era proprio quello che volevo!». Anche se poi tra di noi pensiamo: «Ma che schifezza. Dove l’ha trovata una cosa simile? Questa mi sa che finisce dritta in pattumiera!». Magari non tutti i doni sono così orripilanti da volerli buttare il prima possibile, però quando i regali sono bruttissimi almeno l’istinto è quello.
Se invece non si ha dimestichezza con la materia e non si ha cura della propria immagine c’è l’arte del riciclo. Un fenomeno che riesce perfino ad ingigantire il problema. Lo fa tramandando al prossimo le schifezze che abbiamo ricevuto. Così noi le sbologniamo, e qualcuno si accolla il problema.

Quando le cose brutte da regalare possono diventare delle risorse e danno soddisfazione

Ora però parliamo del lato nascosto dei regali bruttissimi, brutti o bruttini. Perché non è vero che sono sempre da evitare. Vanno evitati come la peste quando sono frutto di disattenzione, svogliatezza o pigrizia, perché ne abbiamo tutti le scatole piene di ricevere monnezza impacchettata. Quando invece sono il frutto di un’attenta ricerca possono generare l’effetto opposto. Il regalo è brutto, ma chi lo riceve non reagisce come al solito. E non è né consuetudine né eccesso di educazione, la soddisfazione è reale e non una facciata.
All’inizio può essere una cosa difficile da capire ma il fenomeno può essere spiegato in vari modi. In molti casi entra in gioco la solita questione del “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace“. Un concetto conosciuto da tempo e che potrebbe portare a grandi distinzioni su cosa è veramente brutto e cosa non lo è.

La soggettività del bello e del brutto però non spiega tutto. Anche perché, a rigor di logica, se chi riceve il dono brutto lo reputa in realtà bello, allora non è corretto di parlare di regalo brutto.
In certi casi invece una cosa viene percepita come brutta e piace. Ma questo non la rende bella, piace proprio nella sua bruttezza.
È un po’ come la passione per il trash che troviamo in molte persone. Pensiamo alla TV e all’enorme quantità di programmi trash, per non dire di peggio, che mandano in onda. Se analizziamo il pubblico di quei programmi non troviamo solo il target ideale dei programmi spazzatura. Possiamo trovare minoranze appartenenti a ogni categoria, genere, ceto e così via. È una sorta di feticismo, ognuno ha i propri, è quando lo si ha per certa oggettistica possono esserci ottimi spunti per le idee regalo. Per regali bruttissimi ma apprezzatissimi.