Curiosità

Olaf, anatomia di un pupazzo di neve

9 Febbraio 2020
olaf

 È nata una stella nel Regno di ghiaccio di Arendelle

Frozen II è l’ultimo Classico Disney uscito nei cinema e questo lo si vede bene dal settore del merchandising. I prodotti ufficiali di Frozen continuano a rimanere tra i più venduti, in special modo quelli di un personaggio secondario.
Sto parlando di Olaf, il pupazzo di neve che ha conquistato un po’ tutti. La cosa però non stupisce, nei Classici Disney è frequente che ci siano dei personaggi secondari che si prendono quasi tutte le scene.

Per fare un esempio a me caro perché parlo del mio Classico preferito – La Spada nella roccia – c’è Anacleto. Il gufo di Mago Merlino che è un personaggio fenomenale.
Gli esempi però sono tantissimi, ci sono Timon e Pumba de Il Re Leone, Mushu di Mulan, Lumière e tutto il resto della servitù de La Bella e la Bestia e potrei andare avanti a lungo.

Olaf si è subito conquistato un posto di primo piano in mezzo a tutte questi personaggi. Un posto che si è meritato a pieno titolo. Per questo oggi facciamo questo focus sul pupazzo di neve più famoso al mondo.
Partiamo con la data di nascita, 2013, anno di uscita del primo capitolo di Frozen. Come ogni pupazzo di neve ha un’origine umana, con qualcuno che lo ha fatto giocando con la neve. In questo caso sono state Elsa e sua sorella Anna. Grazie ai poteri di Elsa però non è un pupazzo di neve qualunque, ma è animato.

Chi è e come è nato Olaf

Olaf è stato creato da Elsa e la sorella Anna. All’inizio Olaf non era senziente ed Elsa simulava i movimenti e la voce del pupazzo di neve, dando origine anche al suo saluto distintivo: “Ciao a tutti. Io sono Olaf. E amo i caldi abbracci!“. Un giorno però, mentre giocava con Anna, Olaf cadde e si ruppe.
Tempo dopo Elsa scappò da Arendelle e iniziò a cimentarsi da sola a fare varie prove con i suoi poteri magici. Durante queste prove ricreò il suo amato pupazzo e, inconsapevolmente, riuscì a dargli vita.
Le origini di Olaf sono molto belle e magiche, ma le sua storia al di fuori di Frozen può essere altrettanto interessante.

Frozen è tratto da una fiaba di Hans Christian Andersen chiamata “La regina delle nevi”. I primi tentativi di farne un film da parte dei Walt Disney Studios risalgono addirittura al 1943. L’adattamento però si rivelò più complicato del previsto e vari tentativi non andarono a buon fine.
Il primo passo deciso verso la realizzazione del film c’è nel 2008, anche se la scenografia definitiva (o quasi) arriva nel 2011, quando Disney annuncia il film, il nuovo nome Frozen e che segna in qualche modo anche la nascita di Olaf. Almeno come lo conosciamo noi visto che l’Olaf originario era assai differente.

Un personaggio che conquista fin dal suo aspetto

Quando penso allo stereotipo del pupazzo di neve me lo immagino formato da 2 o 3 palle di neve di dimensione decrescente. Poi l’aggiunta di una sciarpa, il cappello e l’immancabile carota a fare da naso completano il personaggio.
Olaf non è poi così diverso, con il corpo formato da palle di neve, la carota come naso, i bottoni sulla pancia e dei rami secchi a fare da braccia e mani. Solo la testa è un po’ diversa dalle aspettative, ma è la sua parte migliore. La testa non è sferica per dare una maggiore caratterizzazione al personaggio. Sia fisica, sia espressiva. Caratteristiche fondamentali per creare un personaggio in grado di conquistare il pubblico.
Gli occhi ingenui e i dentoni da castoro che spuntano dalla bocca completano il tutto. Per un personaggio che attrae e fa innamorare anche solo dai disegni.

Anche le movenze e la mimica del personaggio però sono determinati. Un personaggio animato a seguito di uno studio approfondito riesce a fare la differenza anche per come si muove. Anche l’espressività è importantissima, e Olaf riesce a divertire anche solo con il suo aspetto o i suoi modi di fare.
Sono queste quelle caratteristiche con cui Disney riesce a fare la differenza, ancora prima della personalità del personaggio, della sua voce o delle battute che dice.

 Con Olaf le risate sono assicurate, anche in spiaggia

Cosa c’entra la spiaggia? Una delle cose più buffe di Olaf è la sua passione per l’estate. Non la conosce, essendo un pupazzo di neve non dovrebbe certo amarla visto che neve e temperature estive non vanno d’accordo. Olaf però è un personaggio ingenuo e sognatore, ed è il suo bello. Quindi anche il fatto che ami l’estate contribuisce ad accrescere la profondità del personaggio e a renderlo ancora più adorabile.
Poi come ci ha insegnato Disney, “I sogni son desideri”…

Dite che il sogno di Olaf si è realizzato? Direi che ormai quasi tutte voi avranno già visto, rivisto e stravisto sia Frozen sia Frozen II. Però lasciamo la cosa così, in sospeso.
La canzone citata qui sopra ovviamente è presa da Cenerentola, correva l’anno 1950, è pazzesco constatare quanto siano invecchiati bene quasi tutti i Classici Disney. E quanto sono stati inutili i remake in live action.
E ne approfitto per citare altri personaggi secondari di spicco come i topini Giac e Gas.
Ora c’è anche Olaf in mezzo a tutti quei fantastici personaggi. Quali sono i vostri preferiti?

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